Perché aumenta il prezzo della benzina, il caso della Cina

I carburanti continuano ad aumentare perchè c’è più domanda rispetto all’offerta. C’è un paese su tutti che preme per avere petrolio

(Pixabay)

Il prezzo delle materie prime continua ad aumentare. E’ l’effetto della ripresa dei consumi da un periodi di freno come è stato quello dovuto alla pandemia. I produttori nei periodi di crisi rallentano le produzioni e per prudenza stimano al ribasso la ripresa dei consumi. Questa stima produce nel tempo, quando i consumi riprendono una disparità tra domanda e offerta. Si verifica maggiore richiesta di materie prime per effetto della ripresa rispetto a quante se ne producono. La conseguenza è l’aumento dei prezzi.

Carburanti, la Cina aumenta la forbice tra domanda e offerta benzina

In particolar modo, a destare preoccupazioni è l’aumento dei carburanti. I rincari di gas e energia elettrica, almeno per l’Italia, sono stati calmierati con un intervento ad hoc teso ad eliminare gli oneri di sistema ed a tagliare l’Iva. Nulla però è stato fatto per i carburanti che continuano a salire nonostante il prezzo dei barili di petrolio abbia avuto una leggera frenata sul mercato.

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Oltre alla disparità naturale tra domanda e offerta, nel caso dei carburanti si sta verificando una forbice maggiore dovuta alla forte richiesta di carburanti da parte della Cina. I cinesi sono in forte deficit di energia e il paese è disposto a comprare materie prime energetiche, specie il petrolio, ad ogni prezzo. Questa forte richiesta dalla Cina, che è tra i paesi più popolosi al mondo, allarga ancora di più la forbice tra domanda e offerta sul mercato internazionale.

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Ne consegue un costante aumento dei prezzi, anche quando i barili di petrolio subiscono una frenata sul prezzo come accaduto nelle ultime settimane. In questa situazione l’Europa non assume alcuna posizione a livello internazionale mentre gli Usa premono sui paesi arabi per aumentare la produzione di barili di petrolio al fine di arrestare l’aumento del prezzo dei carburanti.