Gratta e Vinci: prova ad incassare la cifra record, ma finisce malissimo

Brutta sorpresa per una signora che ha provato ad incassare una somma clamorosa al Gratta e Vinci: per lei l’epilogo è stato davvero amaro

Gratta e vinci
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Sono tante le vincite al Gratta e Vinci che nelle ultime settimane hanno garantito somme importante a migliaia di italiani. Che nemmeno in questo periodo dell’anno hanno perso la speranza di arrivare a centrare colpi importanti, con delle cifre che potrebbero cambiare le loro vite in meglio. Dopo il periodo estivo che ha fatto segnare un vero record, anche in questo inizio d’autunno il trend rimane molto positivo.

In generale tutto il mondo dei giochi può apparire soddisfatto da quanto sta accadendo in questo periodo, soprattutto in termini di giocate. Proprio gli incassi dal settore dei biglietti della fortuna da grattare hanno avuto un boom in vincite. Ma non tutte sono state fortunate per alcuni giocatori. Su tutte si ricorda l’episodio della donna derubata a Napoli.

Con il tabaccaio che tentò di incassare al suo posto la vincita. Ancora una signora di 60 anni è stata protagonista, purtroppo negativa, con un tentativo di riscossione della somma importante che non è andata a buon fine. Scopriamo il perché.

Gratta e vinci, epilogo amaro per una donna. Ecco perché

Gratta e Vinci
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Esperienza non proprio felice per una donna di 60 anni che aveva provato ad incassare un Gratta e Vinci da 500mila euro falso. Accusata di tentata truffa ai danni dello stato, adesso per lei è arrivata la condanna a 4 mesi di carcere ed il pagamento di una multa di 120mila euro. La vicenda risale a 4 anni fa, quando la donna trovò in un parcheggio di un centro commerciale di Oppeano – Verona – un biglietto che sembrava vincente.

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Nel momento della riscossione il biglietto però è risultato falso. E per questo motivo è scattata la denuncia nei suoi confronti fino alla sentenza con l’accusa di tentata truffa. La donna in questi anni si è sempre dichiarata innocente, facendo sapere di aver agito in buona fede nonostante i procedimenti penali scattati nei suoi confronti.

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Adesso i legali della donna sono al lavoro per confermare la tesi della donna, ovvero della sua buona fede, con il ricorso alla sentenza per far valere “la buona fede” con la quale avrebbe agito la signora. Che oltre alla beffa adesso dovrà scontare anche una pena amara.