Il Wifi provoca il cancro? Le risposte dell’Istituto di Sanità

Il Wifi, la tecnologia che forse più di tutte ci sta cambiando la vita soprattutto nel comunicare, provoca il cancro? Ecco le risposte di OMS e ISS

youtube

L’Istituto Superiore di Sanità e l’OMS hanno deciso di chiarire se le onde elettromagnetiche prodotte dal Wifi ma non solo possono essere annoverate tra le cause di alcune forme di cancro.

La risposta dell’OMS si è limitata a sottolineare come al momento non ci siano prove che dimostrino che le onde elettromagnetiche sono cancerogene e non ci sono quindi evidenze scientifiche che leghino i campi elettromagnetici ai tumori. Esiste comunque, per completezza di informazioni, un paper pubblicato dalla IARC, che fa capo all’OMS, risalente al 2011 in cui si definiva come “possibile” la correlazione tra esposizione ai campi elettromagnetici e alcune forme di tumore al cervello.

Per quello che riguarda l’ISS, invece, l’Istituto ha voluto entrare più nel merito e ha dedicato quindi al tema una sezione intera del suo portale dedicato ai falsi miti e alle bufale legate alla salute.

Wifi e cancro, il cellulare ci ucciderà?

pixabay

Allo stato attuale delle conoscenze non sono stati evidenziati effetti nocivi sulla salute. Gli unici effetti sanitari avversi delle onde a radiofrequenza (RF) ad oggi accertati sono quelli di natura termica (l’energia assorbita viene trasformata in calore all’interno dell’organismo)“, questo si legge sul sito dell’ISS dedicato proprio ai pericoli presunti legati al Wifi alla voce “Rischi per la salute”.

Riguardo questi effetti termici, l’ISS chiarisce che l’incremento di temperatura che si registra è talmente basso che nel cervello non è registrabile e le variazioni che il corpo subisce a livello fisiologico sono di gran lunga superiori.

Leggi anche: Quest’alimento può provocare il tumore: lo mangiamo spesso

Riguardo quello che preoccupa gli utenti, cioè il fatto che il numero di telefonini anche solo nel nostro Paese sia destinato ad aumentare, aumentando quindi anche la potenza dei campi elettromagnetici scrive ancora l’ISS: “in considerazione della notevole diffusione della telefonia mobile (in Italia, il rapporto tra utenze e numero di abitanti ha superato il 100% nel 2001 e nel 2017 era superiore al 140%) numerose autorità sanitarie nazionali e internazionali hanno avviato e sostenuto programmi di ricerca sui possibili rischi dell’esposizione a bassi livelli di campi elettromagnetici (inferiori agli standard internazionali per la protezione dagli effetti noti).

Leggi anche: Supermercati, prodotto ritirato d’urgenza: è contaminato

Siamo quindi di fronte a una situazione che al momento non ha prodotto prove nè in un senso nè in un altro anche perchè si tratta comunque di una tecnologia piuttosto recente. Mentre attendiamo di conoscere risposte definitive ecco comunque i consigli dell’Istituto di Sanità:

  • effettuare telefonate preferibilmente in condizioni di buona ricezione del segnale e in zone ad alta copertura dalle reti di telefonia mobile
  • utilizzare sistemi a “mani libere” (auricolari e sistemi viva-voce)
  • ridurre le telefonate non necessarie
  • utilizzare messaggi di testo.