Pensioni, stop ai prelievi forzati in caso di debiti con l’Inps

L’Inps ha diffuso le modalità con cui viene effettuato il recupero dei crediti verso i pensionati che avevano chiesto un prestito

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L’apertura al credito è spesso uno strumento molto comodo per coloro che non hanno molta liquidità disponibile o non ne hanno affatto. Il credito grande o piccolo rimane un motore dell’economia. Spesso, però le categorie sociali più deboli sono colpite dall’impossibilità o dalle difficoltà a sostenere un debito o un finanziamento acceso. Tra queste c’è sicuramente la categoria dei pensionati. La moneta, infatti, perde potere d’acquisto negli anni anche se la presenza di una moneta forte come l’Euro rallenta notevolmente tale processo di inflazione e di perdita del potere d’acquisto rispetto ai tempi della Lira.

Inps, recupero crediti sono a due condizioni

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A tal proposito, in tema di finanziamenti e prestiti, l’Inps ha diffuso una nota dove specifica che l’ente non può effettuare prelievi forzosi per recuperare dei crediti se non si verificano due condizioni: la presenza di una legge oppure una condanna dell’autorità giudiziaria. In quest’ultimo caso, per autorità giudiziaria si intende la Corte dei Conti.

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Per quanto riguarda i prelievi già in corso, questi proseguiranno con il percorso già intrapreso. La nota, quindi, riguarda le nuove iniziative di recupero crediti da parte dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale.

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Nel caso in cui ci fosse un provvedimento dell’autorità giudiziaria, le modalità di recupero credito sono le seguenti: recupero in via amministrativa; esecuzione forzata come previsto dalla legge; iscrizione a ruolo ai sensi della normativa sulla riscossione dei crediti dello Stato e degli enti locali.