Reddito di cittadinanza, cosa ne pensano gli schieramenti politici

Da Vittorio Sgarbi al Movimento 5 Stelle, tutte le parti politiche sono d’accordo sulla necessità di apportare modifiche all’Rdc. Ma con delle differenze

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Il Reddito di Cittadinanza è al terzo anno di sperimentazione, e non gode di grande popolarità in Italia, specie in seguito alle notizie dell’esistenza di beneficiari che non ne avrebbero avuto diritto. Al punto che Renzi proporrebbe un referendum popolare per capire l’indice di gradimento del Reddito di Cittadinanza. Ma, a parere di chi scrive, un ammortizzatore sociale introdotto con una legge parlamentare non può essere trattato come un prodotto di vendita sottoposto al gradimento dei consumatori.

Anche perché, chiaramente, i vantaggi del reddito di cittadinanza sono esclusivamente per le persone che ne hanno diritto. Per tutti gli altri, a meno che un senso di solidarietà umana non si riveli, spesso l’RdC è visto solo come un’ulteriore inutile spesa pubblica. Il parziale fallimento del sussidio, è stato determinato dalle scarse, se non assenti, politiche di reintegrazione nel mondo del lavoro. I Navigator sono apparsi e scomparsi come ectoplasmi; i centri per l’impiego hanno avuto difficoltà a reperire banche dati di offerte lavorative ed incrociarle con l’altissimo numero di beneficiari dell’RdC; la pandemia ha fatto sospendere molti progetti di politiche attive.

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I commenti dei politici sull’Rdc

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Vittorio Sgarbi apre il match con un Tweet, in cui fa presente che le falle del sistema RdC sono tante da includere anche un soggetto sottoposto a misura cautelare tra i beneficiari. Orlando, ministro del Lavoro, dal canto suo ricorda che probabilmente senza gli ammortizzatori sociali la crisi economica da pandemia sarebbe diventata presto crisi sociale. La Lega da mesi vorrebbe abolire l’Rdc, appellandolo come un “regalo” agli extracomunitari.

Ma il governo Draghi non cede, è fermo nel proposito di mantenere attiva questa misura di sostegno pubblico. Ma delle modifiche andranno fatte. Specialmente nei controlli e nella fase di ricollocamento, che al momento riporta statistiche piuttosto basse.

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Anche il M5S, fautore e promotore della misura, concorda sulla necessità di aggiustamenti.