Riforma pensioni, annunciato un nuovo incontro tra governo e sindacati

E’ atteso per il 27 luglio un incontro importante tra il ministro del Lavoro Orlando ed i sindacati per discutere della Riforma pensioni

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Novità importanti in arrivo per quanto riguarda la Riforma delle pensioni nel nostro Paese. Il prossimo 27 luglio il ministro del Lavoro Orlano si confronterà con i sindacati per decidere il futuro di tantissimi italiani che si avvicinano alla pensione.

Come ben sappiamo il prossimo 31 dicembre scade Quota 100 per cui il governo deve assolutamente trovare una soluzione. Il governo Draghi non ha intenzione di rinnovare la finestra biennale che permetterà fino al termine dell’anno di andare in pensione sin dai 62 anni con 38 anni di contributi previdenziali versati.

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Riforma pensioni, le ipotesi dopo Quota 100

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L’incontro del 27 luglio vedrà sul tavolo dei lavori la necessità di rafforzamento delle tutele per i lavoratori impiegati in settori usuranti e gravosi, a partire dall’estensione dell’Ape sociale.

Molto importante il dibattito su quello che accadrà dopo Quota 100: i sindacati ed alcuni partito come Lega e M5S è Quota 41 che consentirebbe il pensionamento con 41 anni di contributi a prescindere dai requisiti anagrafici.

Dal canto suo, però, l‘INPS fa sapere che Quota 41 sarebbe una delle soluzioni più onerose tra quelle ipotizzate fino ad ora dal momento che costerebbe 4,3 miliardi nel primo anno, fino ad arrivare a 9,2 miliardi al decimo anno dall’introduzione.

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Ancora tra le ipotesi l’uscita a partire dai 64 anni di età con 36 di contribuzione ma a patto di accettare un assegno calcolato esclusivamente con il meno generoso sistema contributivo. Ancora l’ipotesi di andare in pensione a partire da 64 anni e 20 di contributi, con un importo minimo pari almeno a 2,8 volte l’assegno sociale.

Queste due soluzioni, a detta dell’INPS sarebbero molto meno costose rispetto Quota 41. L’esborso stimato sarebbe infatti pari a 1,2 miliardi nel primo anno, fino a un massimo di 4,7 miliardi al sesto anno.