Pensioni anticipate, le ipotesi per sostituire Quota 100

La pensione anticipata a 63 anni sta per terminare. Sul piatto si ipotizzano delle soluzioni alternativa, ma nulla è confermato

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Andare in pensione a 63 anni a fine anno diventerà un’opportunità legata al passato. Quota 100 darà l’addio il 31 dicembre 2021. I lavoratori che si apprestavano a finalizzare i requisiti per la pensione anticipata nel 2022, si chiedono cosa accadrà dal 1° gennaio del prossimo anno.

Nonostante le pressioni, il governo ancora non ha varato una riforma pensionistica stabile ed organica, e non si sono tirate le somme della sperimentazione triennale Quota 100. Se nessun degno sostituto verrà confermato, dal 2022 l’età pensionabile torna a 67 anni.

Al momento ci sono varie ipotesi sul piatto, da Quota 41 alla pensione a due fasi. I sindacati caldeggiano per la Quota 41, che comporterebbe la possibilità di andare in pensione senza tagli cospicui all’assegno mensile. Con questa formula si può raggiungere il ritiro dal mondo lavorativo con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica e dal sesso. Questa soluzione avvantaggerebbe gli uomini, che al momento necessitano maggiori requisiti per andare in pensione. Anche i lavoratori precoci beneficerebbero di Quota 41.

Ma il governo non sembra propendere per una soluzione di questo tipo.

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Pensione a due fasi, la proposta di Tridico

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Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, in una recente intervista ha messo sul piatto la propria proposta per sostituire Quota 100. La pensione a due fasi si basa sull’assegno contributivo e retributivo.

I lavoratori che hanno compiuto 62 anni di età potrebbero andare in pensione ricevendo l’importo calcolato sui contributi già versati. Al compimento dei 67 anni di età l’assegno verrebbe completato con il corrispettivo retributivo.

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Il governo non si è ancora pronunciato sulla proposta di Tridico, ma in ogni caso, gli spetta l’ultima parola.