Conto corrente, quando il prelievo in contanti rischia accertamento

La gestione dei conti correnti non è solo affare del correntista e della banca. La legge fiscale ed antiriciclaggio vuole controllare i prelievi extra

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Sui conti correnti bancari pesa una doppia legislazione, quella fiscale e quella antiriciclaggio. Le due normative talvolta entrano in conflitto. Come nel caso dei prelievi in contanti di ingenti somme di denaro. La legge fiscale non ha nulla da obiettare se il titolare di un conto corrente decide di prelevare molto contante dai propri risparmi, le leggi antiriciclaggio invece sì.

La giurisprudenza non può vietare ad un titolare di possedere fisicamente denaro che è già in suo possesso, ma può emettere delle limitazioni alle transazioni in contanti. Fino al 2021 il limite massimo di pagamenti cash è di 1.999 euro, dal 1° gennaio 2022 la somma si dimezzerà a 999 euro. In sostanza per ora non si possono effettuare pagamenti di cifra pari o superiore a 2.000 euro, dal prossimo anno il tetto sarà di 1.000 euro.

Non è possibile aggirare la legge neanche con la rateizzazione dei pagamenti, le transazioni vengono sommate se i protagonisti sono i medesimi soggetti. Fanno eccezione i pagamenti rateizzati sotto contratto, come ad esempio nel caso di lavori di ristrutturazione.

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Quando i prelievi dai conti correnti divengono oggetto di segnalazione?

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I versamenti in contanti sui conti correnti sono sotto l’occhio del ciclone degli agenti antiriciclaggio già da tempo. Versare denaro contante in un istituto bancario, dove esso diviene fisicamente non più identificabile, è uno dei mezzi per ripulirlo. La legge impone delle somme massime nei versamenti, ed obbliga le banche a segnalare i soggetti che versano molti contanti senza adeguata motivazione, come ad esempio un’attività commerciale.

Per i prelievi, come già detto, non è possibile imporre divieti. Dipendentemente dai contratti esistono dei tetti massimi. La cifra oltre la quale scatta una segnalazione alle autorità è il prelievo mensile oltre i 10.000 euro.

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Nessuno può impedire ad un correntista di prelevare tutto il proprio denaro, ma oltre una certa cifra è tenuto a motivare alla banca il prelievo extra, e la banca è obbligata a segnalare l’operazione alle autorità.