Pensioni, la svolta: cambiano gli importi, la nuova proposta Inps

Pensioni, tema caldo dell’estate: arriva la proposta da parte del presidente dell’Inps Pasquale Tridico. I dettagli ed i possibili scenari per i lavoratori

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Arrivata una possibile svolta in quello che resta il tema caldo dell’estate. Parliamo del tema delle pensioni, con estenuanti trattative tra governo e parti sociali che non ha trovato la parola fine. Accantonata quota 100, si passa nuovamente alla Legge Fornero, ma con delle sensibili novità che dovrebbero portare ad una riforma. Interessante appare la proposta fatta dal Presidente dell’Inps Pasquale Tridico.

In sintesi si parla di 63 anni con un ingresso nel sistema previdenziale a scaglioni e con importi ridotti. Nello specifico si parla di scelta da parte dei lavoratori che possono decidere se andare in pensione in anticipo e quindi avere un importo decurtato in assegno o se attendere preferendo la cifra piena arrivando ai termini del sostegno per anzianità.

Un’opzione che appare abbastanza gradita sia dalle parti sociali che dai lavoratori, che potrebbero decidere in piena autonomia e senza alcun tipo di pressioni la soluzione più vantaggiosa. Se la scelta del lavoratore cade alla pensione contributiva potrà cominciare dal compimento dei 63 anni a godersi almeno parzialmente i benefici economici della pensione.

Pensioni, le possibili novità con la riforma Tridico

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Il tema delle pensioni sta facendo discutere ormai da settimane, ma adesso sembra che si sia arrivati ad una svolta. Con la riforma Tridico si arriverebbe ad un pensionamento a scaglioni anche con importi diversi a seconda dell’età del lavoratore. Con la scelta del pensionamento a 63 anni si avrebbe il diritto ad un assegno pari all’importo dei contributi maturati negli anni.

Solo dopo 4 anni il pensionato, arrivata la quota per l’assegno di vecchiaia (67 anni), avrebbe diritto all’importo pieno. La seconda opzione resta quella del pensionamento a 67 anni. Il calcolo contributivo si applica con l’ammontare dei contributi versati negli anni precedenti. Il principio applicato resta sempre quello del “più versi più avrai”.

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Natura diversa è quella della pensione di vecchiaia che si matura sempre all’età di 67 anni per tutte le categorie dei lavoratori.