Inps, gli scatti di anzianità e la pensione anticipata: l’aspettativa di vita

Per i prossimi tre anni non ci saranno più scatti pensionistici per l’aspettativa di vita. Dal 2024 ricominceranno a salire

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L’andamento dell’aspettativa di vita è stato in crescita fino all’avvento della pandemia. Per effetto Covid si è tornati ad una stima di 65 anni, pari al 2010. Questo dato significativo ha influito sul lavoro dell’Inps, che ogni anno adegua le norme pensionistiche ai dati sull’anzianità.

Dal 2024, gli scatti sull’età pensionabile dovrebbero ricominciare ad aumentare, la discesa della parabola si sta riprendendo. Secondo quanto annunciato dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, nei prossimi tre anni non ci saranno cambiamenti. Dal 2024 l’età pensionabile dovrebbe mutare come segue:

  • 67 anni e due mesi nel 2025;
  • 67 anni e cinque mesi nel 2027;
  • 67 anni e 8 mesi nel 2029;
  • 67 anni e 1 mese nel 2031.

Come si evince dallo schema, l’età pensionabile aumenterà fino al 2029. Nei due anni successivi scenderà, in base alle stime dell’Inps, a 67 anni ed un mese. Nello scenario pre-Covid si prevedeva che nel 2031 l’età pensionabile avrebbe raggiunto i 68 anni.

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La pensione anticipata, l’andamento rispetto alle attese di vita

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Mentre lo scatto dell’età pensionabile scende dal 2029, la pensione anticipata dovrebbe seguire un andamento opposto. Da quanto comunicato dall’Inps il blocco della pensione anticipata a 41 anni di contributi terminerà presto. Dal 2027 gli scatti riprenderanno con stime superiori a quelle previste.

Prima del Covid si riteneva che nel 2035 i contributi richiesti per andare in pensione fossero di 43 anni e otto mesi. Le statistiche attuali riportano che nello stesso anno sarà necessario possedere 44 anni di contributi per andare in pensione anticipata.

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Si ricorda che questi dati sono delle stime costituite parallelamente all’aspettativa di vita, che nei prossimi anni potrebbe mutare rispetto a quanto preventivato.