Il TAR annulla maxi multa alle compagnie telefoniche: cosa cambia per i consumatori

Il TAR del Lazio ha accolto i ricorsi dei quattro principali operatori italiani di telefonia cancellando la sanzione da 228 milioni per la fatturazione a 28 giorni

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Con quattro sentenze il Tar del Lazio ha stabilito che i quattro principali operatori italiani di telefonia non dovranno pagare la sanzione di 228 milioni per la riduzione del periodo di fatturazione a 28 giorni.

La multa era stata inflitta dall’Antitrust nel febbraio 2020 alla Tim, Vodafone, WindTre e Fastweb dopo che avevano ridotto il periodo di fatturazione delle offerte telefoniche a 28 giorni.

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La vicenda risale al 2015 quando le quattro compagnie decisero di modificare il periodo rinnovo e di fatturazione delle offerte ricaricabili per la telefonia mobile da mensile ad ogni 28 giorni.

A seguito di questa decisione da parte delle compagnie telefoniche l’Agcom stabilì che i contratti di rete fissa dovessero essere fatturati ogni mese, mentre per la telefonia mobile non dovessero essere rinnovati prima delle quattro settimane. Le compagnie telefoniche non osservarono le indicazioni e presentarono ricorso.

Come detto, il 28 febbraio 2020 l’Authority aveva riscontrato un’intesa anticoncorrenziale relativa al cosiddetto “repricing”, effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile, e aveva per questo multato per circa 14,7 milioni di euro di multa Fastweb, oltre 114 milioni Telecom, quasi 60 milioni di euro Vodafone e circa 40milioni di euro Wind.

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Il TAR ha accolto il ricorso degli operatori telefonici con questa motivazione: “La delibera impugnata presenta un primo profilo di illogicità e di evidente difetto di istruttoria laddove desume e valorizza la asserita segretezza dall’intesa esclusivamente sulla base di un documento che è del tutto inutilizzabile, essendo esterno al perimetro temporale di svolgimento della presunta pratica concordata, così come definito dalla stessa Autorità: di talché la segretezza dell’intesa risulta del tutto indimostrata”.