Malika Chalhy nel mirino di Codacons, sospetto di truffa aggravata

Il caso Malika Chalhy sta facendo discutere. Codacons si scaglia contro la gestione poco trasparente della raccolta fondi

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Truffa aggravata. Questa è l’accusa che Codacons vorrebbe veder imputata a Malika Chalhy, responsabile, secondo l’associazione, di raccolta fondi a scopi differenti da quelli dichiarati.

Sul banco degli imputati si trova anche il sito GofundMe, reo di effettuare pochi controlli sulla reale destinazione delle donazioni. Il caso ha già un precedente. Codacons aveva sollevato l’illecito delle commissioni occulte applicate nella campagna a favore dell’ospedale Covid avviata da Fedez e Chiara Ferragni. E’ chiaro che il sito presenta delle falle, ma è non è semplice capire se i movimenti poco puliti siano imputabili alle regole del sito o alla malafede dei promotori.

Se la magistratura accoglierà l’istanza di Codacons, Malika Chalhy potrebbe finire in tribunale con una grave accusa. La ragazza aveva avviato una raccolta fondi nel sopracitato sito, chiedendo sostegno economico alla sua condizione di diseredata, in quanto omosessuale.

In breve tempo da più parti sono trapelate notizie che Malika Chalhy utilizzerebbe i soldi delle donazioni per scopi ben lontani dalla sussistenza primaria.

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Codacons su GofundMe

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Il sito GofundMe permette a qualunque utente iscritto di avviare una raccolta fondi per supportare i propri progetti. Viene stabilita una cifra d’arrivo e una breve descrizione della richiesta. Ma i controlli sulla veridicità delle affermazioni e sulla destinazione degli importi devoluti sono pochi.

Così illustra Codacons in una nota informativa: “Dallo scorso anno abbiamo iniziato una battaglia contro le raccolte fondi ingannevoli e poco trasparenti. La vicenda di Malika dimostra ancora una volta come nel settore regni l’anarchia: chiunque può chiedere soldi ai cittadini attraverso piattaforme come Gofundme, ma poi non c’è alcun controllo sulla reale destinazione dei soldi raccolti, e le stesse società che ospitano le campagne di solidarietà declinano qualsiasi responsabilità per eventuali usi non conformi dei fondi donati dai cittadini”.

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E’ necessaria una regolamentazione per proteggere le donazioni dei cittadini. Nel frattempo, Codacons si sta battendo fermamente per far emergere i sospetti illeciti.