Pensioni, Rizzetto: “Estendere Ape sociale agli autonomi con attività gravose”

L’esponente di Fratelli d’Italia Rizzetto si esprime in tema pensionistico. La proposta è di estendere l’Ape sociale per gli autonomi

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Torna caldo il tema pensionistico. E rimarrà tale fino a che il governo non progetterà ed approverà una riforma organica in tema previdenziale.

Nell’attesa, le forze politiche si esprimono tirando acqua al mulino dei propri elettori.

Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia, capogruppo della commissione Lavoro alla Camera, spiega la propria posizione in tema pensionistico.

“Per le persone che si trovano in particolari situazioni di difficoltà resta prioritario riconoscere un trattamento previdenziale per uscire dal mondo del lavoro, prima di raggiungere l’età anagrafica pensionabile fissata dalla riforma Fornero. E’ per questo che chiedo la calendarizzazione della mia proposta di legge che rende strutturale l’Ape sociale e la estende anche ai lavoratori autonomi che svolgono attività gravose”.

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Cos’è l’Ape sociale

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L’anticipo pensionistico, meglio noto come Ape sociale, è un progetto sperimentale che permette ad alcune categorie di lavoratori di andare in pensione a 63 anni, senza attendere i 67 previsti dalla legge Fornero. Condizione necessaria per accedere al prepensionamento è la contribuzione minima di 30 anni.

Questa misura è prevista per i lavoratori del settore pubblico e privato iscritti alla Gestione separata Inps che rispettino i seguenti requisiti:

  • ai disoccupati involontari (licenziati) che abbiano esauritola prestazione per disoccupazione o mobilità da almeno 3 mesi;
  • ai soggetti che assistano, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap;
  • agli invalidi civili che presentino una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti Commissioni sanitarie, almeno pari al 74%;
  • ai lavoratori dipendenti che svolgano attività lavorative particolarmente gravose.

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Conclude Rizzetto: “L’Ape sociale in questi anni si è dimostrato un valido strumento per accompagnare alla pensione coloro che hanno la necessità di accedere ad un trattamento anticipato di welfare e protezione sociale”.