Google avrebbe violato la concorrenza, nuova indagine antitrust UE

L’antitrust europeo ha messo formalmente sotto indagine Google per aver violato le regole della concorrenza. Di nuovo

Google avrebbe violato la concorrenza, nuova indagine antitrust UE
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La Commissione Europea, nello specifico l’antitrust, ha messo di nuovo sotto indagine Google a causa di una possibile violazione alle regole della concorrenza con cui il colosso americano avrebbe favorito i propri servizi di tecnologia di pubblicità online, agendo in maniera scorretta nei confronti dei servizi di tecnologia pubblicitaria concorrenti.

Oggetto del contendere sarebbero nuovamente i dati degli utenti che Google tratterebbe e non passerebbe alle altre società, mettendo queste ultime nelle condizioni di non poter operare al meglio.

Google e l’antitrust: si ricomincia

Google avrebbe violato la concorrenza, nuova indagine antitrust UE
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Con un’accusa che è stata mossa anche a Facebook nel Regno Unito, Google farebbe un uso scorretto degli spazi pubblicitari, distorcendo i servizi della concorrenza e tenendo per sé buona parte dei dati degli utenti in modo tale da poter avere sempre la posizione migliore nella cosiddetta pubblicità display che ormai si trova ovunque e in qualunque forma: dal banner con solo testo fino alle animazioni e ai video pop-up.

Questa è la dichiarazione rilasciata dalla vicepresidente esecutiva nonché responsabile della politica di concorrenza della Commissione, Margrethe Vestager:I servizi pubblicitari online sono al centro del modo in cui Google e gli editori monetizzare i propri servizi online. Google raccoglie dati da utilizzare per scopi pubblicitari mirati, vende spazi pubblicitari e funge anche da intermediario pubblicitario online”. Questa pervasività di Google, prosegue Vestager, impedisce nei fatti una parità di condizioni tra Google e gli altri fornitori di pubblicità.

Google, questo è il pensiero della Commissione europea si pone quindi di nuovo in una sorta di posizione dominante cercando di eliminare la concorrenza, dimostrando che i propri servizi di raccolta dati e quindi di pubblicità sono migliori; ma per fare ciò, questo di nuovo il pensiero della Commissionen adotta politiche che vanno contro la concorrenza.

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Google ha già dato una prima risposta nella quale si legge “Migliaia di aziende europee utilizzano i nostri prodotti pubblicitari per raggiungere nuovi clienti e per finanziare i propri siti internet. Scelgono i nostri prodotti perché sono competitivi ed efficaci“.

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Difficilmente però vedremo mai, o quantomeno in tempi brevi, un pronunciamento sulla questione. Questo genere di processi, infatti, richiede anni. Quello che però succede ogni volta è che, anche semplicemente finire sotto i riflettori dell’antitrust, porta comunque le società ad apportare cambiamenti. Staremo adesso a vedere allora come Google affronterà nei fatti questa nuova accusa da parte degli organi europei