Baby pensioni, le nuove cifre pubblicate fanno discutere: i dettagli

Le baby pensioni sono state introdotte negli anni ’80 ed hanno portato una schiera di 40 e 50enni alla pensione anticipata

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La pensione remunerata è un momento della vita agognato da molti. La possibilità di riscuotere uno stipendio mensile senza dover andare a lavorare per molte persone è considerato un privilegio.

Ma spesso si dimentica che chi è in pensione riceve un compenso per i contributi già versati e decurtati dal proprio stipendio. Non si tratta di un regalo, ma di una restituzione, di cui probabilmente le generazioni attuali non riusciranno a beneficiare.

Gli “Osservatori dell’Istituto pensioni” hanno tirato le somme sulle Baby pensioni, tipologia previdenziale istituita negli anni ’80 e particolarmente utilizzata nel settore pubblico.

Le stime rilevano che attualmente sono oltre 561mila le pensioni con pochi anni di contributi alle spalle. Cifra che scende a 318mila se si escludono le pensioni di invalidità.

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Baby pensioni: i numeri del settore pubblico e privato

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Le baby pensioni si differenziano in quantità tra settore pubblico e privato.

Per i dipendenti delle aziende private le pensioni pagate, ed ancora in essere, dal 1980 sono 423.009. L’età media degli ex lavoratori era di 41,84 anni nel momento in cui hanno iniziato a percepire la pensione. L’importo medio dell’assegno mensile si appresta intorno ai 587 euro.

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Per i dipendenti del pubblico l’età media per le 21.104 pensioni è di 44 anni. Gli assegni per le baby pensioni nel settore pubblico sono di gran lunga più corposi del privato, 1.525 euro mensili.