Pensioni anticipate, Tridico afferma che “serve flessibilità”

La pensione anticipata per il 2022 è ancora avvolta in un alone di mistero. Tridico, presidente Inps, dichiara che “sono sbagliate le quote rigide”

pensioni
(pixabay)

L’addio alla Quota 100 ha gettato molti lavoratori che si apprestano a finalizzare i requisiti pensionistici in uno stato di incertezza.

Da mesi le soluzioni alternative si passano la palla senza essere confermate ufficialmente. Il 2022 sta per arrivare, e tutti coloro che con un anno in più di età o di contributi sarebbero andati in pensione anticipata, sperano in un rinnovo delle quote, anche se in misura differente.

Ma le fonti governative sono restie ad esprimersi in tal senso. Le uniche dichiarazioni istituzionali hanno riguardato l’Opzione donna ed i vantaggi per i lavori usuranti.

Per il resto il governo tace. Ovviamente la pandemia ha assorbito tutte le energie decisionali, e la riforma pensionistica scende di livello nella lista delle priorità.

Leggi anche: Pensione senza tasse: ecco come averla senza pagare l’IRPEF

Le dichiarazioni del presidente dell’Inps

pensione
(pixabay)

Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, in un’intervista all’Huffington Post ha palesato la propria posizione in merito alle pensioni anticipate.

Quote rigidi e uguali per tutte, diverse da quelle della riforma Fornero, sono sbagliate e a mio avviso difficili“.

Il Presidente Inps lascia poche speranze ai lavoratori di lunga data. Se l’assenza di soluzioni alternative a Quota 100 fosse confermata, dal 2022 si tornerà in pensione a 67 anni.

Continua Tridico: “Si può pensare, all’interno del modello contributivo, a una certa flessibilità, da fare però a costo zero o quasi. In questo senso la flessibilità in uscita può essere utile per i lavori usuranti o gravosi”.

Leggi anche: Pensioni invalidità e disabili, i chiarimenti dell’INPS sul 2021

Quando si parla di flessibilità non è mai chiaro a cosa ci si riferisca. L’essere flessibili è uno dei precetti della contemporaneità, ma allo stesso tempo non è facile determinare i confini dell’essere “flessibili”, o come avrebbe detto Bauman, dell’essere “liquidi”.