Avellino, 7 persone indagate per la maxi truffa dell’eolico

Ci sono sette avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di altrettante persone per truffa ai danni di oltre 250 clienti che sono stati convinti a versare denaro, per un totale di oltre 7 miliardi, per fantomatici impianti eolici.

Avellino, 7 persone indagate per la maxi truffa dell'eolico
Avellino, 7 persone indagate per la maxi truffa dell’eolico (foto: pixabay)

Ariano Irpino, provincia di Avellino. La Guardia di Finanza ha notificato sette avvisi di conclusione delle indagini contro 7 soggetti che sono ora accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito di finti impianti eolici. Le vittime in totale sono  più di 250.

La truffa comprendeva un complicato meccanismo di passaggio di fondi attraverso società fittizie di cui le vittime diventavano soci. I soldi raggiungevano poi da ultimo i truffatori.

Truffa dell’eolico: la vicenda di Avellino

Avellino, 7 persone indagate per la maxi truffa dell'eolico
Avellino, 7 persone indagate per la maxi truffa dell’eolico (foto: pixabay)

Le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire il sistema con cui i sette, che sono adesso indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, sono riuscite a portare a termine questa attività fraudolenta raccogliendo oltre 7 miliardi di euro. Oltre 250 le vittime coinvolte nel sistema di una società di capitali.

Le vittime venivano convinte a partecipare alla costruzione di impianti eolici, diventando membri effettivi di società in realtà inesistenti. La Guardia di Finanza è riuscita a ricostruire così il passaggio di denaro: i fondi venivano versati dagli ignari investitori e poi fatti scomparire in una società cardine per poi arrivare direttamente nelle tasche dei truffator.

Per evitare che le vittime si accorgessero di essere state raggirate, la società fittizia incaricata di costruire le pale eoliche emetteva regolare fattura a diverse società committenti. Queste fatture servivano a giustificare il passaggio di denaro che così spariva senza che nessuno potesse accorgersi che in realtà era in atto una truffa.

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Nel secondo passaggio, cioè quello cardine in cui i soldi finivano poi nella società realmente gestita dai truffatori, i fondi venivano spostati come conferimento soci e non come operazioni commerciali. In questo modo i malviventi sono riusciti ad evitare di emettere fattura, che avrebbe fatto sorgere il dubbio. Ma il sistema, alla fine, è stato scoperto e ora ci sono 7 indagati ad Avellino con l’indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Foggia.