Pensione invalidità, l’INPS richiede indietro i soldi. Ecco cosa fare

Molti cittadini che ricevono la pensione di invalidità sono stati destinatari di una missiva da parte dell’INPS che ha chiesto la restituzione di somme percepite come accompagnamento o assegno sociale. Ecco cosa sta succedendo.

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Caos nelle ultime settimane per quanto concerne la pensione di invalidità. Moltissimi cittadini hanno ricevuto, infatti, una lettera con la quale l’INPS ha richiesto le somme versate per accompagnamento, assegno sociale o assegno di invalidità civile. Nel caso in cui aveste ricevuto anche voi questa missiva è importante prenderne atto. Vi spieghiamo  cosa fare, perchè si rischia l’accusa per appropriazione indebita e un procedimento civile.

Nel caso in cui l’errore da cui provengono le somme eccedenti è riconducibile al lavoratore, allora l’Inps ha tutto il diritto di chiedere e ottenere la restituzione. In tal senso ci sono tanti precedenti che raccontano di condanne da parte della Cassazione nei confronti dei pensionati. Di conseguenza il pensionato deve necessariamente restituire la somma per evitare di incorrere in pene più severe.

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Pensione di invalidità, quando restituire i soldi

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La discriminante per capire se la persona che ha ricevuto la pensione di invalidità deve restituire o meno la somma erroneamente versata è capire chi ha causata questo cortocircuito.  Nel caso in cui l’errore fosse stato causato dall’Inps, con il soggetto interessato condannabile perché non poteva non rendersi conto dell’errore, la restituzione delle somme indebitamente è retroattiva, ma deve considerarsi valida dal giorno in cui l’Inps ha avviato il procedimento.

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In caso contrare se l’errore è addebitabile al pensionato la restituzione resta retroattiva, ma può scattare fin dal primo giorno in cui si è goduto della prestazione. Quindi bisogna fare massima attenzione per evitare di incappare nell’accusa di per appropriazione indebita.