Criptovalute, in azione un nuovo malware made in Italy per i cyber furti

Si chiama WeSteal ed è il nuovo malware in circolazione. E’ stato creato appositamente per portare a termine operazioni di furto di criptovalute. E ha scrivere il suo codice parrebbe essere stato un hacker italiano.

Criptovalute, in azione un nuovo malware made in Italy per i cyber furti
Criptovalute, in azione un nuovo malware made in Italy per i cyber furti (foto: pixabay)

Le criptovalute non sono al riparo dai malware. Nel Dark Web gira ora in vendita WeSteal, un malware che si può comprare per poi utilizzarlo come un Arsenio Lupin digitale e fare soldi ai danni di altri utenti.

Il sistema di WeSteal permette di rubare le criptovalute direttamente dai portafogli digitali, che si chiamano Wallet, e far guadagnare in maniera illecita ed immediata Bitcoin e altre criptovalute a chi lo utilizza.

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Attenzione al malware per le criptovalute

Criptovalute, in azione un nuovo malware made in Italy per i cyber furti
Criptovalute, in azione un nuovo malware made in Italy per i cyber furti (foto: pixabay)

La prima volta che WeSteal era apparso sul mercato nero è stato a febbraio scorso. La sua messa in commercio, se si può dire così, e però avvenuta molto di recente. Tra l’altro, sembrerebbe, che il malware sia stato ideato da tale ComplexCodes che dovrebbe essere un programmatore di origine italiana.

Come qualunque prodotto in vendita, anche WeSteal ha il suo messaggio promozionale: “la via principale per fare soldi nel 2021“. Il sistema con cui WeSteal ruba dai portafogli digitali Bitcoin e altre criptovalute è abbastanza semplice. Infatti il sistema del malware non fa altro che sostituire l’indirizzo del Wallet, o portafoglio digitale, su cui l’ignara vittima vuole fare un accredito con quello di chi ha sguinzagliato il software malevolo.

Il software è poi particolarmente ingegnoso perché dotato anche di un sistema cosiddetto di offuscamento, cioè un sistema che permette al software malevolo di rimanere nascosto e non essere quindi individuato dall’eventuale antivirus presente sulla macchina che ha infettato. La cosa che però sconcerta è l’apparente menefreghismo di chi ha messo in circolazione questo malware: solitamente infatti questo genere di software vengono nascosti attribuendogli altri tipi di utilizzo.

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In questo caso invece WeSteal viene pubblicizzato esattamente per fare quello che dice di fare. E c’è addirittura un servizio clienti e un sistema di abbonamento mensile, trimestrale o annuale.