Cartelle esattoriali, si può richiedere la rateizzazione dei pagamenti

Il Fisco riparte dal 1° maggio. Le sospensioni terminano ed i pagamenti dovranno essere onorati. Ma si possono rateizzare

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Il 30 aprile scade la sospensione dei debiti con l’Agenzia delle Entrate. Dal 1° maggio 35 milioni di cartelle partiranno per varie destinazioni. Si attendeva un’ulteriore proroga che non è arrivata.

Da molte parti negli scorsi mesi si annunciava la necessità di terminare la sospensione delle cartelle, non solo per la ripresa della riscossione, che porterà ad un incremento delle casse statali, ma anche per non accumulare troppi debiti. Anche nell’ottica del contribuente, l’aumento progressivo del debito non sarebbe funzionale ad un piano di ripresa economica efficiente.

Il 30 aprile si chiudono i giochi. Le cartelle che verranno inviate dal primo maggio appartengono alle seguenti tipologie:

  • i termini di versamento derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivi, avvisi di addebito Inps la cui scadenza rientra nel periodo 8 marzo 2020-30 aprile 2021 (già prorogati al 28 febbraio e poi al 30 aprile)
  • le attività di notifica di nuove cartelle e avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non (già prorogati al 28 febbraio e poi al 30 aprile)
  • i pignoramenti presso terzi relativi alle somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego (già prorogati al 28 febbraio e poi al 30 aprile)
  • i pagamenti delle rate dei piani di rateazione precedentemente richiesti che scadono tra l’8 marzo 2020 e il 30 aprile 2021 (mentre i pagamenti sospesi dovranno esser effettuati entro il 31 maggio 2021).

Ma in alcuni casi sarà possibile richiedere la rateizzazione del debito.

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La rateizzazione dei debiti con il Fisco

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Le cartelle che arriveranno dal 1° maggio saranno ingenti. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha previsto la rateizzazione del debito. Ma solo per alcuni casi di quelli sopra elencati.

Possono richiedere una nuova rateazione entro il 31 dicembre 2021, senza prima saldare le rate scadute, i contribuenti con piani di rateizzazione decaduti prima della sospensione dell’attività di riscossione a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza.

Al contrario, i contribuenti che beneficiano della sospensione dei pagamenti fino al 30 aprile 2021, in caso di decadenza della rateizzazione, non possono richiedere un nuovo piano di dilazione se non hanno prima pagato le rate scadute.

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La soglia di reddito per richiedere la rateazione passa da 60.000 euro a 100.000, senza dover presentare l’ISEE.