Covid, la ricerca: “Vi paghiamo per farvi contagiare”. Le cifre proposte

Covid, la nuova ricerca che fa discutere: un gruppo di scienziati cerca giovani volontari per sperimentare altre frontiere del contagio

Esperimento Covid
Esami Covid (Pixabay)

La ricerca che fa discutere e che potrebbe aprire nuove frontiere nella ricerca al Covid. La notizia arriva dalla Gran Bretagna, dove un gruppo di studiosi sta sperimentando una nuova soluzione per comprendere le reazioni del virus su soggetti guariti dalla malattia. L’obiettivo resta quello di capire cosa succede in caso di nuovo contagio dopo la negativizzazione raggiunta in precedenza.

Soprattutto per capire il modo del contagio. Lo studio del Wellcome Trust e coordinato da Helen McSheine dell’Università di Oxfort porta alla ricerca di 64 giovani volontari guariti dal Coronavirus. L’età richiesta è quella dai 18 ai 30 anni. Questi soggetti saranno esposti al SARS-Cov-2 per verificare le reazioni del sistema immunitario con l’agente patogeno, quello di Wuhan.

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La procedura servirà per capire nuove soluzioni in ottica terapie e vaccini da poter implementare nei prossimi mesi. Cercando di ampliare le possibilità per i nuovi contagi. Una possibilità ed una speranza in più che viene dal paese che prima di tutti in Europa sembra possa uscire dalla pandemia.

Covid, si ricercano guariti da infettare nuovamente

Esperimento Covid
Esami Covid (Pixabay)

Le nuove frontiere della ricerca sul Covid, per scoprire fin dove ci si può spingere nella sconfitta del virus. Questa pratica dell’esposizione volontaria al virus è stata utilizzata con successo già in passato per combattere l’influenza ma anche la malaria il tifo il colera e la tubercolosi. Proprio per questo motivo gli studiosi sono certi che con questo esperimento si possa arrivare ad una soluzione alla crisi generata dalla pandemia.

Nello specifico si apprende che i giovani volontari saranno ricompensati per questo “atto di coraggio” con una paga di 5mila sterline. Ma prima di arrivare alla fase finale dell’esperimento dovranno entrare a contatto con il virus e trascorrere poi 17 giorni in una struttura di quarantena allestita per il progetto.

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I giovani verranno esposti al virus in un ambiente controllato e sicuro, evitando i contatti anche minimi con le altre persone. E saranno monitorati per 24 ore in attesa dei risultati che potrebbero dare risposte importanti.