Conti correnti, novità e introduzione dell’euro digitale

I conti correnti hanno delle spese di mantenimento. Secondo liberoquotidiano.it non faranno che aumentare. Introdotto l’euro digitale.

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Un’indagine di Banca d’Italia ha stimato che le spese per i conti correnti bancari nel 2020 erano maggiori di 88,5 euro rispetto al 2019. Sembra che le spese fisse (assegni, prelievi, bonifici) siano le principali imputate.

Secondo la valutazione di liberoquotidiano.it esisterebbe un rapporto causa-effetto tra un ulteriore aumento delle spese da conto corrente e le nuove leggi antiriciclaggio. Dal 2022 saranno vietati i pagamenti in contanti per una cifra superiore a 999,99 euro in contanti; per questo motivo aumenterebbero i prelievi e versamenti agli sportelli automatici, e quindi le spese.

Il parere della sopracitata testata giornalistica è che a monte di tutto ci sarebbero le politiche economiche e finanziarie della Bce. La Banca centrale europea ha portato in negativo i tassi d’interesse. Questo rende svantaggioso per le banche proporre ai correntisti mutui a tasso zero, e da qui il meccanismo a catena che porterebbe l’innalzamento delle spese fisse sul conto corrente.

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Il nuovo euro digitale

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Sta per arrivare un euro “nuovo”. Viene chiamato digitale ma non è una criptovaluta. Le criptovalute, come i Bitcoin, corrispondono ad un valore in euro stimato da degli algoritmi online. Al contrario, l’euro digitale è convertito dalla Bce.

Questa nuova valuta è stata predisposta per le transazioni online. Ciò che lo differenzia dalle normali transazioni sul web (acquisti con carta di credito, carte prepagate, bonifici etc.) è l’indipendenza dell’euro digitale dagli istituti bancari.

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Le banche normalmente sono gli intermediari per i pagamenti online, ma nel caso dell’euro digitale no. Dopo esser stato convertito in moneta virtuale, l’euro digitale permette di effettuare tutte le transazioni desiderate senza dover ricorrere alla mediazione bancaria ed alle sue commissioni.