Covid-19, ipotesi patrimoniale sui conti correnti: i dettagli

L’ipotesi di una patrimoniale era già apparsa con il precedente Governo. Ora ne torna a parlare l’FMI.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi (pixabay)

Patrimoniale sì, patrimoniale no. Gli schieramenti su questa misura governativa non sono presenti solo in Parlamento, ma anche tra la popolazione.

Il nuovo Governo è al lavoro per capire quali siano le stade più efficaci a contrastare la crisi economica derivata dalla pandemia, e la patrimoniale sui conti correnti è tornata come ipotesi.

Le casse dello Stato languono, il debito non fa che aumentare, e da tutte le parti della cittadinanza ci sono richieste di aiuti economici.

Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), ha recentemente pubblicato un report semestrale sulla fiscalità. Dal rapporto è emerso che il Covid ha accentuato le disuguaglianze in termini di possesso della ricchezza. Per questo motivo l’ente ha dichiarato opportuno “Un contributo temporaneo di recupero, riscosso su redditi elevati o ricchezza“.

Anche l’ex Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha parlato della patrimoniale come possibile soluzione di recupero del debito.

La Fornero ne ha parlato durante un’intervista a La7: “Aumenterà il debito pubblico, in questo momento fare debito è ammesso e dovuto, altrimenti dove si prendono i soldi? Si potrebbe introdurre una patrimoniale, ma quale partito la proporrebbe? Sarebbe un discorso onesto, vorrebbe dire non addossare tutto alle generazioni future”.

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Cos’è la patrimoniale sui conti correnti

pensione
(pixabay)

La patrimoniale è un’imposta alla qualo lo Stato ricorre in situazioni di estrema necessità. E’ stata impiegata durante i due conflitti mondiali e nel periodo dal 1992 al 2012 per superare le crisi finanziarie.

La situazione economica e sociale prodotta dall’effetto della pandemia si può senza troppi indugi definire critica, per questo motivo, alcuni esponenti delle istituzioni si sentono legittimati a paventare la patrimoniale come ipotesi.

Quali potrebbero essere le declinazioni della patrimoniale nel caso in cui fosse ufficializzata? Durante lo scorso esecutivo Nicola Fratorianni (Sinistra Italiana – LeU) e Matteo Orfini (PD) avevano già sollevato la questione.

La proposta era così articolata: abolizione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli, sostituite un’imposta variabile sui grandi patrimoni, ipotizzando un’aliquota progressiva minima da:

  • 0,2%, per patrimoni da 500 mila euro fino a 1 milione di euro;
  • 0,5% per quelli tra 1 milione 5 milioni di euro;
  • 1% per quelli tra 5 milioni 50 milioni di euro;
  • 2% per quelli oltre i 50 milioni di euro;
  • 3% una tantum solo per l’anno 2021 per i patrimoni superiori a 1 miliardo di euro.

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Si ribadisce che si è ancora nel campo delle ipotesi, nulla è stato scritto nè confermato oralmente.