Brexit, il CEO del Polo del Gusto: “Disagi per sdoganare prodotti dalla Gran Bretagna”

L’11 aprile ricorrono i 100 giorni dalla Brexit: bisogna migliorare l’organizzazione degli scambi commerciali. Il neo amministratore delegato del Polo del Gusto chiede che il sistema sia velocizzato.

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La Brexit, rimarrà un momento di svolta per la storia dell’UE, ma anche un problema di riorganizzazione contestuale del libero scambio di merci. Quest’ultimo è inevitabilmente rallentato nei tempi di scambio merci per i controlli effettuati tra i confini dell Unione Europea e Gran Bretagna, anche se negligenze sono evidenti per quest’ultima.

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La ditta storica di cioccolato Domori, nata nel 1996 e ad oggi gestita dalla Illy ha espresso le sue perplessità e difficoltà riguardo lo sdoganamento dei prodotti che provengono dalla Gran Bretagna: “Molte meno sono le difficoltà quando invece spediamo prodotti dall’Italia verso la Gran Bretagna”. Queste sono le parole di Andrea Macchione neo amministratore delegato del Polo del Gusto, la sub holding del gruppo Illy, potente marchio dei caffè, presieduta non a caso da Riccardo Illy.

La sub holding di Illy, continua ad espandere il suo raggio d’azione

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Il Polo del gusto ad oggi può essere considerato una galassia per i marchi che comprende: da Domori per il cioccolato fino al the di Dammann Frères e ai gelato Fgel. Dal 2019 è rientrata nella subholding anche Prestat, che ha ispirato il film “La Fabbrica di cioccolato”: si tratta della fornitrice di cioccolato della Casa Reale Inglese, oltre che titolare del Royal Warrant come Purveyors of Chocolates, acquisita da una delle società, proprio dalla Domori.

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Più la società agglomera marchi su scala sovra-locale più aumenta la quantità di merci che dovranno viaggiare su scala internazionale. Per questo il CEO del Polo del Gusto, Macchione, rammenta che, per quanto non ci sano ” particolari penalizzazioni sui dazi , auspico che il concetto alla base del libero mercato, cioè che i beni possano circolare il più rapidamente possibile per poter essere venduti, permanga, indipendentemente dall’appartenenza all’Unione europea o no”.