Finte assunzioni a Poste italiane: truffa choc a Palermo

Poste italiane, finte assunzioni a Palermo: le forze dell’ordine hanno scoperto una maxi truffa. Ecco come funzionava 

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Promettevano presunti posti di lavoro alle Poste italiane in cambio di cifre enormi, ma era tutto una truffa e sono state diverse le vittime coinvolte. E’ quanto è emerso dalle indagini carabinieri, della polizia e della guardia di finanza della Procura di Sciacca (Ag) a Palermo coordinate dal procuratore Roberta Buzzonali e il sostituto Michele Marrone.

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Poste Italiane, così fingevano assunzioni a Palermo 

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Sono state emesse tre misure cautelari per le persone coinvolte: una è direttamente in carcere e si tratta di un ex dipendente delle Poste, mentre la moglie di quest’ultimo e una donna polacca sono al momento agli arresti domiciliari. Secondo quanto è emerso, il trio proponeva appunto posti di lavoro in cambio di 20 mila euro. E in pochissimo tempo avevano già accumulato 45 mila euro tra anticipi vari di ben sette vittime ignare di quanto in realtà stesse accadendo.

“L’ex dipendente delle Poste, oltre ad aver appunto lavorato negli uffici postali, si qualificava come un dirigente sindacale, il che aumentava ulteriormente la credibilità davanti agli occhi delle persone. Aveva anche un ufficio di rappresentanza con cui traeva tutti ulteriormente in inganno”, ha spiega Roberto Vergato, il colonnello che guida compagnia dei carabinieri di Sciacca.

Era tutto organizzato quasi in maniera impeccabile. Tanto che le forze dell’ordine hanno trovato e sequestrato anche dei falsi contratti di assunzione. Molte delle persone cadute nella trappola – spiega il militare – si sono addirittura indebitate per ottenere tale cifra nella speranza di un lavoro. Le donne coinvolte, una volta ottenuti gli importi, giravano le somme su conti esteri. Ora si indaga per comprendere altri eventuali coinvolti nella frode.