Bonus assunzioni donne, i chiarimenti sull’esonero contributivo al 100%

Bonus assunzioni donne: i chiarimenti dell’Inps sulle modalità di assunzione delle dipendenti e sui requisiti che devono essere rispettati

Bonus lavoro donne
Lavoro d’ufficio (Pixabay)

I bonus assunzioni donne lavoratrici sono previsti nella Legge di Bilancio 2021. La fattispecie è allargata anche alla trasformazione dei rapporti di lavoro esistenti per una durata non inferiore a quella del 2022. In questi casi è previsto un esonero contributivo del 100% nel rispetto del limite dei seimila euro all’anno. Una importante novità che va a rafforzare ed incoraggiare l’occupazione femminile anche in un momento difficile per il mondo del lavoro.

Il governo ha previsto questa possibilità inserendo nella Legge di Bilancio questa possibilità per tutti i datori di lavoro privati che possano assumere donne nel biennio 2021-2022. Per ottenere l’agevolazione si dovranno prendere in considerazione lavoratrici disoccupate di lungo corso. Ma anche a basso reddito o svantaggiate o autonome o precarie.

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Diamo qualche chiarimento in più, anche in base alle direttive imposte dall’Inps che hanno offerto ulteriori dettagli su una normativa da non sottovalutare in merito all’aumento dell’occupazione femminile in tutti i comparti del lavoro.

Bonus assunzioni donne: come arrivare all’esonero

Bonus lavoro donne
Lavoro d’ufficio (Pixabay)

L’Inps ha provato a fare chiarezza sul tema dei bonus assunzioni donne, soprattutto nella procedura e nei requisiti per arrivare all’esonero contributivo del 100%. Partiamo in primo luogo dall’incentivo che scatta in presenza di contratti a tempo determinato ed indeterminato. Ma anche per trasformazioni di un precedente rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Per arrivare all’assunzione in quota bonus, si devono prendere in considerazioni lavoratrici in stato di disoccupazione di oltre 12 mesi. In questi giorni l’Inps ha fornito tanti chiarimenti in materia. Confermando che il diritto a questo beneficio per i datori di lavoro scatta nei casi di trasformazioni di contratti di lavoro a tempo indeterminato.

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Ma anche per i casi di proroga del rapporto di contratti di lavoro a tempo determinato per un limite massimo di 12 mesi. C’è molta attesa per questo provvedimento che si spera possa agevolare tante donne che purtroppo restano spesso discriminate in tanti settori del lavoro che restano appannaggio degli uomini.