Covid, allarme Istat: la metà delle imprese è strutturalmente a rischio

Covid devastante per le imprese. L’Istat lancia l’allarme con i dati che fanno riferimento alla competitività dei settori nel rapporto 2021

Covid imprese
Lavoro con mascherina (Foto Pixabay)

Il 2020 è stato un anno difficile per il settore lavoro, che ha portato alla chiusura di tantissime attività commerciali che non hanno retto il peso delle chiusure e delle zone rosse. Quello che spaventa ancora è la previsione per il 2021 che almeno in questi primi mesi non ha portato ancora quella sterzata che ci si attendeva. Le misure adottate dal governo non hanno sortito al momento gli effetti sperati, e la sensazione resta quella di profondo disagio anche per i prossimi mesi.

L’allarme lanciato dall’Istat porta alla luce una mappa quasi drammatica, con il 45% delle imprese che versano un una situazione critica. L’Istituto di Statistica dichiara questa percentuale “strutturalmente a rischio” con un esposizione alla crisi che ne metterebbe a repentaglio l’operatività.

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Solo l’11% delle imprese resta in piedi, con una solidità che fa ben sperare anche per i prossimi mesi. Tanto dipende dal settore, in quanto ad oggi ce ne sono alcuni che hanno risentito poco o nulla dalla crisi (per esempio gli alimentari) e tanti che invece restano al palo praticamente costretti ad abbassare la saracinesca da un anno e passa.

Covid, allarme Istat: metà delle imprese italiane a rischio

Covid imprese
Lavoratori con mascherina (Pixabay)

L’allarme lanciato dall’Istat resta serio. Tante le imprese che non riescono a cambiare passo in questi mesi di attesa di ritorno alla normalità. Rispetto al 2020 lo scenario sembra essere in leggero miglioramento, ma tanto dipenderà ancora dal protrarsi dell’emergenza e dal piano delle riaperture messo in campo dal governo.

Dall’analisi Istat emerge che la maggior parte delle imprese colpite sono quelle di piccola e media dimensione. Tante le criticità nei settori della manifattura e del turismo. Anche se per i mesi estivi cresce l’ottimismo sia dei consumatori che degli imprenditori che auspicano un ritorno almeno parziale del business perso.

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In questo quadro aumenta il rischio shock per le banche causato dall’insolvenza delle imprese. Criticità che potrebbe palesarsi nel prossimo trimestre e che porterebbe ad una emergenza nel campo finanziario.