Covid, i tristi i numeri di Coldiretti sul cibo invenduto dei ristoranti

Coldiretti ha diffuso un primo bilancio riguardo l’impatto che il Covid e le chiusure forzate hanno avuto sulla filiera agroalimentare nel suo insieme e sulla ristorazione.

Covid, i tristi i numeri di Coldiretti sul cibo invenduto dei ristoranti
Covid, i tristi i numeri di Coldiretti sul cibo invenduto dei ristoranti (foto: pixabay)

Danni economici e occupazionali gravissimi hanno colpito e stanno colpendo la filiera agroalimentare e la ristorazione. Il Covid mette anche a rischio estinzione 5000 specialità enogastronomiche locali.

Leggi anche: Recovery Plan, approvato il progetto per la transizione ecologica

Covid, l’invenduto e il non comprato dei ristoranti

Covid, i tristi i numeri di Coldiretti sul cibo invenduto dei ristoranti
Covid, i tristi i numeri di Coldiretti sul cibo invenduto dei ristoranti (foto: pixabay)

Con le chiusure dei ristoranti, Coldiretti stima che in totale ci sia un milione di tonnellate di cibo che non è stato venduto ai clienti e non è stato acquistato dai ristoranti. Perché, infatti, dietro un ristorante che chiude per rispettare le norme in vigore a causa del Covid, ci sono una serie di agricoltori e allevatori e rappresentanti della filiera agroalimentare che non possono commercializzare i loro prodotti.

Coldiretti, durante l’evento “Recovery ‘Food’, l’Italia riparte dal cibo” organizzato a Palazzo Rospigliosi a Roma in collaborazione con Filiera Italia, ha resi noti i numeri che fotografano l’impatto che il Covid la pandemia stanno avendo e hanno avuto sulla filiera agroalimentare e sulla ristorazione.

Per quanto riguarda, per esempio, la carne bovina Coldiretti stima che nei ristoranti ne sono arrivate 330mila tonnellate in meno. Sono mancate poi 270mila tonnellate di pesce e frutti di mare. A queste si sommano 220 milioni di bottiglie di vino mai arrivate.

I ristoranti stanno subendo probabilmente più di tutte le attività produttive le chiusure registrando quasi un dimezzamento nel proprio volume d’affari. Questo dimezzamento si configura con un calo dei consumi di quasi 30 miliardi. Ma gli italiani, se non vanno o non possono andare al ristorante, hanno comunque leggermente aumentato la spesa alimentare: si parla di un più 7,4% nel 2020.

Leggi anche: Recovery Plan, c’è un nuovo bonus per le auto elettriche

Per quello che riguarda il weekend di Pasqua, la perdita è di circa 1,7 miliardi. Si stima infatti che senza il lockdown circa il 30% degli italiani avrebbe fatto una vacanza e quindi anche mangiato al ristorante, proprio durante il weekend di Pasqua. I danni alla filiera agroalimentare e ai ristoratori portano anche al rischio estinzione, ricorda sempre Coldiretti, di diverse migliaia di specialità dell’enogastronomia locale che sono un vanto della nostra filiera produttiva e portano molti posti di lavoro.