Lucera, scoperta una nuova truffa per accedere al reddito di cittadinanza

Un uomo rumeno è stato arrestato dai carabinieri  per possesso illegale di documento d’identità contraffatto, ricettazione, uso di atto falso e tentata truffa

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Il reddito di cittadinanza attira appetiti ed anche truffe.

E’ il caso di un cittadino romeno che è stato arrestato per le strade di Lucera, nel foggiano, dai carabinieri in servizio nel comune di Pietramontecorvino. Ha tentato di accedere illecitamente al reddito di cittadinanza e per farlo era già in possesso di un documento d’identità contraffatto oltre che essere già noto alle autorità competenti per ricettazione e uso di atto falso. A questo si aggiunge il reato di tentata truffa.

L’uomo è stato smascherato grazie all’intervento della direttrice di uno degli uffici postali della città di Lucera. Il soggetto aveva avanzato un “attestazione di soggiorno per i cittadini dell’u.e.”, timbrata dal Comune di Ordona, con evidenti errori ortografici al fine di avviare la richiesta per il reddito di cittadinanza.

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Dunque la vicenda sembra iniziare alle Poste. Per la direttrice postale del comune svevo-federiciano la questione non era limpida fin dall’incipit: era stata già informata dai colleghi dei paesi limitrofi su truffe avviate in quel modo e gli elementi del caso erano tutti compatibili con le testimonianza di cui lei era a conoscenza. Gli errori ortografici presenti facevano presagire attestazioni e documenti falsi. Di conseguenza, il reddito di cittadinanza sarebbe stato indebitamente percepito se i documenti fossero stati falsificati. A questo punto, l’unica espressione legittima era il dubbio della direttrice che ha voluto chiamare il 112.

Da qui segue un’attenta analisi ed attività d’indagine riguardo l’uomo rumeno in questione. Quest’ultimo è stato prelevato dai militari dell’Arma e portato in caserma mentre si svolgevano le verifiche.

Mandato di cattura per l’uomo, emesso nel 2012 dal Tribunale di Milano

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Un lavoro coordinato tra Interpool e comandi di polizia di altri paesi e regioni di Italia, ha portato a scoprire con le autorità rumene che il documento d’identità presentava solo la fotografia come elemento riconducibile alla persona fisica, il resto degli elementi quali nome, data di nascita, e di rilascio della carta d’identità non era conforme al vero: dati rubati. Inoltre simboli grafici sui documenti che dovrebbero servire per finalità di anti contraffazione, non erano presenti.

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La storia giudiziaria dell’uomo, non inizia in Puglia, ma in Lombardia. Infatti ulteriori sviluppi investigativi hanno svelato che il soggetto era gravato da mandato di cattura emesso dal tribunale di Milano nel 2012: ricettazione e porto di strumenti di effrazione sono i reati che lo avrebbero dovuto condannare per una pena da scontare di nove mesi di reclusione.

A Foggia vi è stata l’udienza di convalida che ha disposto l’obbligo di dimora nel comune di Milano e la reclusione per 9 mesi presso il carcere di  Foggia.