Bonus ristoratori: possibile riapertura della procedura

Bonus ristoratori: presto potrebbe esserci la riapertura della procedura per l’incentivo in favore delle attività ristorative.

Covid ristorazione
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Il comparto della ristorazione è senza ombra di dubbio uno dei più colpiti dalla pandemia. La chiusura delle attività, o l’apertura solo per asporto e consegna a domicilio, hanno inferto al settore ristorativo un colpo durissimo. Senza contare che in un paese a grande vocazione turistica come l’Italia l’impossibilità di avere visitatori ha contribuito in maniera sostanziosa al calo degli incassi.

Il Governo già nel corso del primo lockdown ha previsto bonus per i ristoratori.  L’unico sistema per cercare di dare respiro agli imprenditori del settore. Senza dimenticare i migliaia di dipendenti che d’improvviso si sono ritrovati senza lavoro. Ora, però, qualcosa potrebbe cambiare visto che si apre all’orizzonte la possibilità di un nuovo incentivo per il comparto.

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Bonus ristoratori: riapertura della procedura

Telegram, ristoranti usano l'app per prenotazioni clandestine
Telegram, ristoranti usano l’app per prenotazioni clandestine (foto: pixabay)

Nel 2020 il Governo ha messo a disposizione 90 milioni di euro da destinare, sotto forma di incentivo, ai ristoratori. Nonostante qualche ritardo nei pagamenti, la stragrande maggioranza della richieste è stata evasa. Le domande, però, non hanno esaurito la somma predisposta dell’esecutivo e quindi presto potrebbe essere riaperta la procedura per il bonus ristoratori.

Le modalità di accesso all’incentivo, però, potrebbe cambiare rispetto all’anno scorso. In questa circostanza oltre che compilare in maniera corretta la domanda, dovranno dimostrare di aver utilizzato di aver acquistato beni agroalimentari. Solo dopo questo passaggio sarà erogato il bonus.

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A differenza di quanto ci si poteva immaginare, l’incentivo non riguarderà ristrutturazioni o il miglioramento di arredi e cucine, ma servirà per risarcire il ristoratore rispetto a quei prodotti acquistati per svolgere regolarmente l’attività che sono rimasti, inevitabilmente, inutilizzati.