Pensioni all’estero, come evitare la doppia imposizione

Ci sono una serie di passi da compiere per evitare la doppia imposizione quando si percepiscono le pensioni all’estero.

Pensioni estero
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Un pensionato che si trasferisce all’estero continua a ricevere la pensione erogata in Italia. Per evitare di corrispondere la doppia imposizione – sia quella italiana sia quella del paese di residenza – si devono seguire alcuni passaggi specifici.

In questa sede si approfondirà il caso di una pensione portata in Norvegia. Esiste una convenzione bilaterale tra Italia e Norvegia firmata a Roma il 17 giugno 1985 che permette di scongiurare le doppie imposizioni sui redditi.

Eseguire il trasferimento della pensione all’estero è molto complesso. Per completare l’operazione si dovrà seguire un percorso burocratico discretamente contorto. Ci sono degli adempimenti da effettuare prima che il trasferimento della residenza sia ufficializzato e alcuni documenti da fornire all’Inps rilasciati dal Paese in cui si trasferisce la residenza fiscale.

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Pensioni all’estero, come presentare i documenti

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Uno dei nodi da sciogliere è come presentare i documenti al Patronato se si è all’estero. La cosa da fare è recarsi a un patronato prima del trasferimento, firmare le deleghe a intervenire e successivamente inviare tutta la documentazione via email per fare in modo che, dall’Italia, il Patronato possa procedere senza problemi alla risoluzione della pratica.

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A partire dal 2019 è entrato in vigore il sistema europeo EESSI, Scambio elettronico di informazioni in materia di sicurezza sociale. Questo permette che gli scambi di informazioni tra gli enti previdenziali dei Paesi dell’Unione Europea si completino per via telematica, attraverso i SED.

Il modulo EP1, una volta compilato e timbrato dallo stato estero, dovrà essere fatto pervenire alla sede Inps di appartenenza attraverso il Patronato o il rappresentante legale. Se autorizzato si provvederà alla comunicazione allo stato estero.