Pensioni, rivoluzione in vista? Draghi lancia una novità 

Sul dossier pensioni 2021, il governo Draghi valuta la possibilità di inserire il Testo Unico della Previdenza.

Pensione senza contributi INPS, ecco come fare
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Al lavoro sul prossimo dossier pensioni, il governo Draghi sta valutando la possibilità di introdurre il Testo Unico della Previdenza, un documento unico in cui far rientrare tutte le nuove misure della riforma previdenziale. Sebbene non vi siano ancora notizie certe, già circolano le prime indiscrezioni: se dal 2020 dovremo definitivamente dire a addio a Quota 100, infatti, sono diverse le voci sulle possibili sostituzioni. Scopriamo tutte le previsioni più accreditate sulle novità del dossier 2021.

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Testo Unico della Previdenza: le novità previste

Pensione
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Innanzitutto, il Testo Unico della Previdenza riguarderà la previdenza obbligatoria, con l’introduzione di una pensione di garanzia, e la previdenza complementare con l’adeguamento dei trattamenti fiscali. L’obiettivo di queste misure è l’introduzione di un nuovo “minimo” pensionistico a cui avranno diritto tutte le persone il quale assegno previdenziale sarà inferiore a una certa soglia, tentando di contrastare la povertà tra i pensionati.

Per quanto riguarda la sostituzione di Quota 100, una possibilità sul banco è quella di aumentare l’età minima di uscita dal mondo del lavoro portandola dai 62 anni ai 64, soluzione soprannominata “Quota 102”. Questa soluzione è stata sostenuta, tra gli altri, da Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera.

Per il prossimo anno è invece certa la proroga di Ape Sociale, modalità di prepensionamento che concede a quattro categorie di lavoratori fragili (disoccupati, caregivers, addetti a lavori gravosi, invalidi) un assegno fino a 1500 euro al mese al compimento del 63esimo anno d’età.

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Quasi sicura la proroga di Opzione Donna, altra formula prepensionistica che consente alle lavoratrici di uscire dal mondo del lavoro a 58 anni d’età (59 per le lavoratrici autonome) con 35 anni di contributi.