Truffa auto usata, come non farsi ingannare sui chilometri

Truffa auto usata, ecco come evitare una beffa attraverso una vettura col contachilometri manomesso. Ci sono diversi modi per evitare l’inganno. 

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Se da una parte un’auto usata resta sempre un’opzione economicamente vantaggiosa, dall’altra è al contempo anche parecchio rischiosa a causa delle truffe ormai sempre più diffuse. L’ideale, in questi casi, è sempre rivolgersi a concessionari di fiducia o al massimo prepararsi a ogni evenienza, perché non bisogna mai abbassare l’attenzione.

Una degli escamotage più usati tal proposito è quello legato al contachilometri delle vetture, spesso manomesso così da ridurre i dati e incentivare il consumatore all’acquisto effettivo di una vettura piuttosto che un’altra. I chilometri percorsi, parallelamente a costo, marchio e motore, sono del resto tra i principali requisiti per la scelta di una vettura.

Truffa auto usata, attenti ai km manomessi 

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Il problema però subentra quando una povera vittima viene truffata e riceve un’auto magari di 150 km spacciata per un mezzo di appena 100. Per evitare che un tale scenario si avveri – acquistando una vettura molto più vecchia e appesantita che potrebbe durare il meno del previsto – è opportuno apprendere alcuni trucchi del mestiere, così da non essere carne da macello in un contesto ormai sempre più spietato e indifferente.

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La regola numero uno è che il vero chilometraggio di un’automobile è sempre riscontrabile sugli attestati delle varie revisioni periodiche. A ogni controllo che avviene solitamente a distanza di diversi anni, infatti, viene emesso un documento che tra le altre cose accerta lo stato di salute del mezzo tra cui appunto anche i km. Ma non finisce qui: l’informazione, inoltre, verrà rilasciata anche al MIT che la pubblicherà sul proprio sito di riferimento.

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La soluzione quindi è semplice: o chiedere il documento relativo all’ultima revisione per una controverifica o, in alternativa, consultare direttamente il sito (ilportaledellaautomobilista.it). Un’altra via da intraprendere per cautelarsi è quella di recarsi al PRA dove è possibile richiedere una visura dell’automobile con tutti i vari passaggi di proprietà e i dati registrati in questa cronologia.

Nel caso dovesse concretizzarsi una truffa effettiva, scoprendo successivamente l’inganno, l’acquirente ha due vie: direttamente la denuncia – con la questione che può sfociare in civile o nel penale – o la pretesa di uno sconto o di un recesso del contratto salvo poi passare per vie legali nel caso in cui il venditore dovesse opporsi.