Inps, in aumento il numero dei certificati di malattia

L’Inps segnala un consistente aumento del numero di certificati di malattia.

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Gli effetti del Covid si leggono anche nell’ambito del lavoro e questa volta non si tratta della questione smart working. L’Inps infatti, nell’Osservatorio sulla malattia, evidenzia un incremento dei certificati di malattia rispetto al trimestre del 2020, quando il Covid-19 sembrava essere solo un problema di passaggio a Codogno.

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Nello specifico, il settore privato presenta un numero di certificati di lavoro rispetto il trimestre passato pari a +25,6% pari a 5.512.765 , mentre il settore pubblico presenta un incremento di +11,2%  pari a 1.642.285. In totale i certificati di malattia sono aumentati del 22% con una cifra pari a 7.155.050; invece lo scorso anno nello stesso periodo equivalevano a 5.864.193.

Ma qual’è la differenza tra infortunio da covid e malattia da covid?

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L’INPS ha chiarito le differenze tra questi due termini e soprattutto quando è prevista la tutela per il periodo di quarantena.

Si parla di infortunio da Covid se il lavoratore ha contratto il virus in sede lavorativa e dunque godrà di tutela nel periodo di quarantena; questo porta con sé diverse ambiguità, soprattutto perché oggi parte dei lavoratori offre la propria prestazione professionale in smart working. Senza dimenticare che esiste anche il rischio che questi possa contrarre il virus per spostamenti personali. Dunque esistono molti più malati da Covid.

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L’Inps ha inoltre chiarito in quali casi il lavoratore può avanzare richieste di tutele previdenziali: se è riconosciuto come lavoratore fragile  (per disabilità grave ai sensi dell’art. 3, c. 3 Legge n. 104/1992) potrà lavorare da casa  e se la malattia non consente lo svolgimento regolare della prestazione,  gli sarà garantita la prestazione previdenziale INPS. Per i lavoratori in cassa integrazione  non sussiste la tutela in caso di malattia.