Inps e l’indennità di accompagnamento: ecco chi e come richiederla. Ma attenzione a quei casi che porterebbero all’immediata sospensione del contributo statale. 

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L’indennità di accompagnamento è un sussidio economico che lo Stato eroga ai cittadini che hanno gravi invalidità e per i quali è necessario un accompagnatore, spesso, anche per le azioni più comuni e banali. Tale contributo è valido a chi è riconosciuta un’inabilità pari al 100% e a chi non è impossibilitato dal deambulare senza l’aiuto fisso di una persona.

Inps, le informazioni necessarie sull’indennità di accompagnamento

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La domanda, alla quale andrà allegato un certificato medico che confermi tale condizione, può essere presentata solo in via telematica. Il che significa attraverso il sito dell’Inps, gli enti di patronato o le associazioni di categoria per i disabili. Qualora decideste di muovervi personalmente attraverso il portale on line, per avanzare la richiesta bisognerà accedere alla voce ‘servizi on line’, per poi proseguire su ‘servizi per il cittadino’ e infine ‘Invalidità civile: invio domanda di riconoscimento dei requisiti’.

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A quel punto riceverete dopo qualche giorno l’esito della domanda e, qualora fosse positivo, dopo una verifica finale con una visita medica si otterrebbe il contributo per 12 mensilità da 512,23 euro ogni 30 giorni. Tuttavia bisogna fare attenzione ad alcuni errori o situazioni che finirebbero con sospendere di fatto l’indennità. Una di queste è qualora risultasse che il beneficiario sia ricoverato gratuitamente, con ricovero pari od oltre trenta giorni, in un qualsiasi istituto a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

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Ma attenzione: in questa fattispecie non rientrano i ricoveri ospedalieri comuni per problematiche di vario tipo né tanto meno day-hospital. Si fa riferimento solo e unicamente a un ricovero gratuito presso una struttura dell’ente pubblico. Un’altra situazione che porterebbe al decadimento della domanda, inoltre, è nel caso in cui il soggetto percepisse una simile indennità per causa di guerra, lavoro o servizio.

La misura è invece compatibile e cumulabile con la pensione di inabilità e con pensioni e indennità di accompagnamento per i ciechi totali o parziali. Si ricorda, infine, che l’indennità di accompagnamento può essere affiancata a un’attività lavorativa alla portata per il richiedente come un lavoro d’ufficio.