La Naspi può essere impiegata in taluni casi come indennità di accompagnamento alla pensione.

Naspi
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La Naspi è l’assegno mensile a cui hanno diritto i lavoratori che perdono involontariamente il proprio impiego. Si tratta della celebre indennità di disoccupazione Inps. In alcuni casi, può essere utilizzata come strumento di accompagnamento alla pensione per quanti si trovano fino a 24 mesi dal perseguire i requisiti per la quiescenza.

Due anni perché è questa la durata massima della Naspi. Molti lavoratori si chiedono, però, come incida il periodo di disoccupazione dal punto di vista della somma dell’assegno della pensione.

Si pensi a un lavoratore che ha compiuto già 65 anni di età e che perde il proprio lavoro, dopo averlo svolto per oltre 20 anni. Tale contribuente si trova ad aver raggiunto il requisito minimo dei contributi utili per accedere alla pensione di vecchiaia, ma gli restano ancora due anni per arrivare all’età minima richiesta che resta ferma a 67 anni.

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Naspi, quanto incide sulla pensione

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Per quanto riguarda il calcolo dell’importo dell’assegno per la pensione, i figurativi Naspi sono conteggiati come i normali stipendi, ma con importi più bassi. La parte di pensione calcolata con l’indennità di disoccupazione è quella che genera perplessità nei lavoratori.

Il calcolo con il sistema retributivo si basa sulle retribuzioni mensili percepite negli ultimi anni. In presenza, però, di una contribuzione figurativa da disoccupazione, questi periodi potrebbero non essere conteggiati nel caso in cui il calcolo senza quegli anni, sancisca un vantaggio per il futuro pensionato.

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L’Inps, infatti, ha come obbligo quello di adottare il conteggio più favorevole per il lavoratore e i contributi figurativi da disoccupazione possono essere esclusi. In questo modo non andrebbero a pesare sul calcolo della pensione.