Per poter accedere alle risorse del Recovery fund, il governo dovrà varare alcune misure, come ad esempio il taglio delle pensioni e l’IMU sulla prima casa.

Il nostro Paese sta affrontando una fase decisamente critica sia sul piano politico che su quello economico. Le aziende di alcuni settori hanno accusato maggiormente il colpo per via di misure e restrizioni. Ad esempio hanno dovuto sanificare gli ambienti a loro spese, hanno visto bloccati i licenziamenti o ritardare l’esborso della cassa integrazione, alla quale molti imprenditori hanno sopperito personalmente per lasciare ai dipendenti la liquidità.

Alla fine, l’esecutivo Conte si è scontrato con il partito Italia Viva di Matteo Renzi. Quest’ultimo ha posto le basi per una crisi di governo, arrivata ora alla resa dei conti.

Intanto, però il tempo passa e il Recovery Plan, cioè la lista di progetti da presentare all’Unione Europea per fare in modo che siano finanziati dagli ormai famosi 209 miliardi, deve essere terminato, firmato e presentato.

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Tagli sulle pensioni e IMU sulla prima casa

Pensioni Imu
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Dopo essersi consultati con la Camera e il Senato, i tecnici delle due Camere si sono resi conto di un’esattezza. Il progetto presenterebbe, infatti, uno sforamento per ulteriori complessivi 35 miliardi. Un errore abbastanza grave visto che equivale al 16,7% del totale.

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In un momento storico caratterizzato da un Pil in calo dell’8,8% e un deficit ormai al 10% circa – pari cioè a oltre 140 miliardi -, l’aggiunta di altri 35 miliardi di deficit potrebbe far esplodere definitivamente il tanto temuto spread. Di conseguenza, si andrebbero ad attivare tutta una serie di clausole per le quali il nostro Paese si vedrebbe negati i 209 miliardi. Questo a meno che non si prevedano tagli, come quello sulle pensioni e patrimoniali sugli immobili.