I beneficiari del Reddito di Cittadinanza possono percepire l’assegno nonostante si vedano corrispondere la Naspi o un reddito da lavoro. Di seguito tutti i dettagli.

Può succedere che i titolari del Reddito di Cittadinanza riescano a trovare un impiego part time. Non per questo, però, si vedranno togliere l’assegno versato dall’Inps. Allo stesso modo, coloro che percepiscono la Naspi hanno diritto all’integrazione del reddito.

Per quanti si trovano in una di queste situazioni – per chi lavora o percepisce la Naspi – è lecito chiedersi a quanto ammonti l’assegno Inps del Reddito di Cittadinanza. Questo perché il versamento delle somme di denaro a favore dei contribuenti non può superare un importo massimo.

L’assegno mensile che l’Inps corrisponde ai beneficiari dell’integrazione tiene conto di molte variabili. Queste ultime riguardano principalmente la composizione del nucleo familiare e la situazione reddituale di chi avanza la richiesta.

Il Reddito di Cittadinanza può essere cumulato con altri bonus, ammortizzatori governativi e agevolazioni fiscali. Si possono ottenere ulteriori benefici nella misura in cui non si sfori l’importo massimo sancito dal Governo per i titolari dell’assegno.

Bisogna pertanto determinare a quanto ammonti l’integrazione Inps del Reddito di Cittadinanza per chi lavora o percepisce Naspi. In questo modo il beneficiario del sussidio potrà avere un quadro completo sulla somma di denaro spettante. L’Inps corrisponderà l’importo con cadenza mensile sulla carta che sarà intestata.

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Naspi, a quanto ammonta l’importo dell’assegno del Reddito di Cittadinanza

Naspi
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Secondo quanto riportato nel Decreto legislativo n. 26/2019 l’importo massimo che l’Inps può corrispondere per il Reddito di Cittadinanza è pari a 1.380 euro. Questa cifra comprende l’integrazione base massima che spetta in presenza di più membri all’interno del nucleo familiare di riferimento.

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Inoltre, il suddetto importo, coincide con la simulazione di una condizione reddituale reale pari a zero. È previsto l’importo integrativo di 280 euro per coprire le spese relative al canone di locazione.