La nuova maggioranza di governo, sensibilmente indebolita, deve andare incontro alle richieste dell’opposizione e abolire gli incentivi ai pagamenti elettronici introdotti con il bonus Cashback. Di seguito tutti i dettagli.

Con l’instaurarsi della nuova maggioranza di governo si dovrà rinunciare alla somma investita inizialmente per incentivare i pagamenti digitali – cifra che ammonta a un totale di 4,7 miliardi di euro in due anni – fortemente voluta dal premier.

Si dovrà, infatti, andare incontro alle richieste dell’opposizione e investire gli importi rimanenti sul Decreto Ristori. Di seguito tutti i possibili scenari.

Il bonus Cashback di Stato è attivo dal 1° gennaio 2021, dopo aver superato una fase iniziale di sperimentazione durante il periodo natalizio. Quanti effettueranno almeno 50 transazioni in sei mesi mediante gli strumenti di pagamento elettronici registrati sull’App IO si vedranno accreditare un importo fino a 150 euro di Cashback.

La fine del progetto è prevista per il 30 giugno del 2022. In questo lasso di tempo, le famiglie iscritte al bonus Cashback potrebbero incassare fino a fruttare a 10mila euro.

Molte forze di opposizione, però – tra le quali svetta su tutte Italia Viva -,  promettono ai contribuenti che la misura sarà presto sospesa in favore del Decreto Ristori.

Leggi anche: Bonus Cashback, reinserite alcune transazioni bancomat

Bonus Cashback, le critiche dell’opposizione

Bonus Cashback
Pixabay

Davide Faraone, capogruppo al Senato di Italia Viva, ha commentato: “Milioni di euro per il cashback mentre mancano gli investimenti per le nuove generazioni e per la sanità. Il presidente del Consiglio continua a lasciare il Paese nella palude”.

Leggi anche: Bonus Cashback, pagamento contactless non ancora attivo

Durante il primo mese di sperimentazione del bonus “non solo sono aumentate moltissimo le persone che si sono rivolte ai pagamenti digitali e che si sono registrate nelle app della pubblica amministrazione” ma anche “la quota di piccoli pagamenti è stata estremamente alta”. Così ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.