La truffa del bancomat prosegue così come le ricerche e gli interventi della polizia postale. I furti coinvolgono principalmente i risparmi dei conti correnti postali.

La truffa del bancomat va avanti e ancora una volta a farne le spese sono due persone ferraresi, raggirate e derubate nei rispettivi conti correnti postali. La polizia postale, però, è riuscita a risalire a uno dei due malfattori – un italiano di Brescia. Purtroppo, essendo passato del tempo dal furto, il denaro non è più disponile.

Nel mese di agosto 2020 due amici, un uomo e una donna, avevano fatto denuncia per il reato di truffa. Nello specifico, l’uomo aveva messo in vendita sul sito e-commerce www.subito.it un tavolo al prezzo di 2.000 euro.

La vittima aveva ricevuto una telefonata da parte di una presunta acquirente, interessata all’acquisto del mobile. Una volta trovato l’accordo sul prezzo, la malfattrice suggeriva al venditore di recarsi presso uno sportello ATM bancomat per il pagamento della somma.

La parte lesa si è quindi recata al bancomat e seguiva le istruzioni telefoniche della presunta acquirente. Una volta inserita la carta e selezionato la voce ricarica Postepay, digitava ingenuamente le cifre indicate dalla truffatrice come numero dell’ordine di acquisto. Confermava poi l’azione e gli veniva sottratta in questo modo la somma di 1.200 euro.

Leggi anche: Whatsapp, il tuo account sta per scadere: come funziona la nuova truffa

Truffa bancomat, come prosegue il raggiro

Truffa bancomat
Pixabay

Le disavventure della vittima non finirono lì. La malfattrice, infatti, una volta confermata l’operazione riferiva che la stessa non era andata a buon fine. Così l’uomo chiedeva all’amica che lo aveva accompagnato di autorizzare il pagamento di 900 euro dalla sua carta.

Leggi anche: Truffa Wind, servizi telefonici a pagamento attivati all’insaputa dei clienti

I due, ignari di essere stati truffati, si rendono conto del raggiro soltanto dopo aver fatto l’estratto conto. La truffatrice – riuscita a raggirare le vittime per un totale di 2.100 euro – si rende allora irreperibile.