Assegni familiari, l’Italia dice addio alla misura governativa a favore delle famiglie con a carico uno o più figli. Ecco cosa succederà da quest’anno. 

Addio agli assegni familiari in questo nuovo anno. Questi verranno sostituiti dall’assegno Unico e universale per i figli a carico fino ai 21 anni di età, nonché la nuova misura statale introdotta dal governo per aiutare le famiglie con bambini. La vecchia sarà dunque cancellata dal prossimo 1 luglio 2021, ovvero quando sarebbe scattato il periodo di iscrizione per i nuovi richiedenti o di rinnovo per chi invece già ne usufruisce.

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Assegni famigliari, addio dal 1 luglio 2021 

assegni familiari
Foto Pixabay

Gli assegni familiari finora sono previsti per le seguenti categorie:

lavoratori dipendenti del settore privato;
lavoratori dipendenti agricoli;
lavoratori domestici e somministrati;
lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
lavoratori dipendenti di ditte cessate e fallite;
titolari di pensione a carico del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, dei fondi speciali ed ex ENPALS;
titolari di prestazioni previdenziali;
lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

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Il nuovo assegno unico universale, invece, comporterà una quota fissa che oscillerà dagli 80 ai 250 euro in base al proprio modello Isee. Non si potrà aderire all’iniziativa economica in caso questo sia superiore ai 60 mila euro. L’assegno partirà dal 7° mese di gravidanza e si porterà fino ai 21 anni del giovane. Spetterà al lavoratore che avrà a carico il figlio, purché questo, superata la maggior età, non superi un reddito annuale di 4 mila euro.

Se il giovane andrà all’università, si potrà ricevere l’assegno fino ai 25 anni. La misura tuttavia non sarà solo per i cittadini italiani, ma anche per stranieri in Italia con regolare permesso di soggiorno. Un’altra novità importante è che potranno ricevere l’assegno anche i liberi professionisti, gli autonomi e i disoccupati.