Scuola pensione, sono tantissime le richieste per il nuovo 2021. Una notizia che permetterà ai tanti docenti in attesa di fare significativi passi in avanti nelle famose graduatorie. 

Aumentano in Italia le domande di pensione relative al mondo della scuola, il che è una buona notizia sia per chi è giunto al termine di un lungo percorso ma anche per chi da tempo attende una chance. Del resto, come noto, la trafila per insegnare nel nostro Paese non è semplicissima e rapidissima date le complicate graduatorie e tutto l’iter del caso. Ma questo 2021 potrebbe smuovere le acque in maniera significativa, concedendo nuove cattedre fisse a tanti insegnanti in attesa ormai da un bel po’ di tempo.

Scuola pensione, la situazione per il 2021 

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Foto Pixabay

Come infatti riporta Cisl Scuola, sono state ben 35.068 le richieste di pensione in vista del nuovo anno. Non si tratta tuttavia solo di insegnanti, ma anche di personale educativo, assistenti tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici. E’ dalla Lombardia che giungono la maggior parte delle richieste. Seguono poi Campania e Sicilia. Il numero delle richieste è certo, considerando che la domanda finale andava presentato entro e non oltre lo scorso 7 dicembre.

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Ma degli oltre 35 mila non tutti avevano i totali requisiti per ritirarsi. Molti, infatti, hanno sfruttato la famosa quota 100 che permette la pensione anticipata. Hanno colto la palla al balzo, considerando che si tratta dell’ultimissimo anno disponibile per usufruire di tale possibilità. Dal 2021, infatti, non sarà più possibile sfruttare quest’opportunità che non sarà prorogata. I lavoratori con 62 anni di età e 38 di contributi, pertanto, non potranno ritirarsi in maniera anticipata.

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Ecco dunque il motivo di tale aumento di richieste. Così 15.979 docenti, 3.2233 ata, 276 professori di religione e 49 membri del personale educativo ne hanno approfittato per cogliere l’occasione. Più tutti gli altri che invece già rientravano regolarmente nei requisiti. Tutto ciò, come già detto, porterà a un bel po’ di spazio in ambito di graduatorie e vuoti da colmare nei vari istituti. La scuola potrà così ripartire in maniera veemente, data anche la tremenda pausa forzata del 2020 causa Covid-19.