Bonus Ristorazione, molte imprese lamentano la difficoltà di poter ottenere le certificazione Made in Italy necessarie ad acquistare un prodotto con il bonus governativo. 

Il 28 Novembre 2020 è il termine ultime per presentare la richiesta valida all’ottenimento del Bonus Ristorazione.

Si tratta di un provvedimento che rimborsa alle attività commerciali che operano nel comparto della ristorazione, l’acquisto, effettuato in una data successiva a quella del 14 Agosto, di un minimo di tre prodotti che appartengono a categorie merceologiche diverse che provengono dalla vendita diretta e da una filiera che deve essere interamente italiana.

Su questa misura però nelle ultime settimane sono emerse diverse perplessità da parte delle categorie a cui è destinato, che hanno sottolineato in prima istanza la difficoltà di poter ottenere una certificazione Made in Italy sull’intero prodotto.

Ne sono sprovvisti ad esempio molti prodotti dolciari locali che pur venendo preparati con materie prime del luogo di grande qualità vengono poi mischiate con il cacao che spesso non ha una provenienza nota. 

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Bonus Ristorazione, le dichiarazioni del presidente di ConfArtigianato

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È giusto escludere la possibilità di acquistare questa tipologia di alimenti? Resta il fatto che per un’azienda non è così semplice acquistare un prodotto locale che abbia una certificazione per tutte le sue componenti.

Per questo motivo  il presidente di ConfArtigianato Renzo Leonori ha dichiarato che “se la misura vuole essere un aiuto concreto offerto alle imprese che operano nell’abito della ristorazione, questo bonus risulta inadeguato. Gli imprenditori hanno immagazzinato per mesi materie prime e prodotti, spesso di notevole entità economica, rimasti inutilizzati anche in grandi quantità. Ora si richiedono passaggi a ritroso complicati da realizzare in tempi rapidi e che non garantiranno in automatico quella tracciabilità richiesta dal decreto stesso. La procedura risulta, infatti, inutilmente laboriosa e poco efficace in questo periodo di semi-lockdown, e rischia di aggravare le imprese di passaggi burocratici eccessivi. Passaggi che, ribadiamo, non per forza porteranno al raggiungimento della certificazione e, quindi, al tanto atteso ristoro ultimo”.

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