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Le pensioni dei più giovani sono in pericolo e la crisi scatenata dal coronavirus ha semplicemente aggravato una situazione già molto critica. 

L’ultimo allarme è stato lanciato in queste settimane da Bankitalia. La crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus avrà un impatto significativo nel medio termine sul sistema previdenziale italiano. E il rischio che gli assegni pensionistici tendano a diminuire nel corso dei prossimi anni è sempre più concreto.

Un taglio dell’importo inerenti le prestazioni fornite dall’Inps che sarebbe giustificabile soltanto in parte con un aumento del costo della vita e dell’inflazione. Ed è anche per questo, che ormai da alcuni anni i sindacati chiedono alla politica di istituire una pensione di garanzia giovani affinché i pensionati futuri non divengano delle vere e proprie vittime di questo sistema.

Il governo in carica presieduto dal premier Conte ha già avviato un tavolo di confronto con le associazioni per trovare una soluzione condivisa sul superamento di Quota 100. 

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Pensioni, senza una vera riforma il futuro non è incoraggiante

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Ma il vero scoglio da affrontare sarà una riforma del sistema pensionistico destinata inevitabilmente a creare molte tensioni, sia all’interno della maggioranza che nel paese. Non bisogna infatti dimenticare che alcuni mesi fa l’Ue ha richiesto all’Italia di rivedere (e correggere al ribasso)la spesa pubblica destinata al sistema pensionistico.

L’opinione condivisa dai vertici europei è infatti che il nostro paese spende troppo e rischia così di mettere a rischio i conti pubblici nel medio termine. Il problema però è che l’unica soluzione per risolvere questa criticità, sia quella di tagliare in modo indiscriminato gli importi delle pensioni.

Una scelta che di sicuro non farà felice i pensionati. E i giovani? Evidente come, tra la difficoltà a raggiungere i montanti contributivi richiesti e una modalità di calcolo delle pensioni basata su un sistema penalizzante come quello dei contributi, rischiano davvero di trovarsi nel prossimo futuro con pensioni dall’importo minimo che non gli consentiranno di potersi godere la terza età in modo dignitoso. 

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