Riforma Pensioni, ipotesi Quota 41 per lavoratori fragili. Una delle ipotesi a cui sta lavorando l’esecutivo dopo il superamento di Quota 100.

Nella giornata di mercoledì 14 Ottobre, dopo il periodo di sospensione dovuto all’isolamento domiciliare che ha dovuto scontare la Ministra del lavoro Nunzia Catalfo, riprenderà il confronto tra il governo e i sindacati sulla riforma delle pensioni.

Sembra ormai scontata la proroga dell’Ape Sociale e di Opzione. Ma il Sole24Ore riferisce che si sta adesso pensando di introdurre una nuova misura che riguarda i lavoratori fragili. Si tratta oltretutto di un intervento che sembra sia stato fortemente voluto dai sindacati. 

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Riforma Pensioni, governo lavora a una possibile Quota 41 e alla definizione di lavoratori fragili

Dovrebbe chiamarsi Quota 41 e consentirà di avere un canale di uscita anticipata nel momento in cui si raggiungono i 41 anni di contributi senza che vi sia alcun vincolo di età anagrafica.

Una flessibilità in uscita che sarà concessa a tutti quei lavoratori che si trovano in stato di fragilità, come ad esempio i malati oncologici e i cardiopatici. E sembra che al momento l’esecutivo, intenzione a portare avanti questo tipo di provvedimento, stia lavorando per una definizione esaustiva del concetto di lavoratori fragili in modo avere a che fare con una categoria lavorativa chiara e definita.

Il provvedimento potrebbe inoltre essere vincolato ai requisiti attualmente richiesti per accedere all’Ape Sociale. Anche perché grazie a questo accorgimento sarebbe possibile allargare ulteriormente la platea dei beneficiari che possono accedere all’anticipo pensionistico.

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