Le ultime novità sull’aumento in busta paga per lavoratori dipendenti derivante dal taglio del cuneo fiscale inserito nella Manovra 2020.

L’aumento in busta paga per i lavoratori dipendenti, previsto dal taglio del cuneo fiscale introdotto con la manovra 2020, verrà riconosciuto direttamente dal sostituto d’imposta ( INPS, impresa o altro datore di lavoro dipendente). 

Quest’ultimo è tenuto a versare questo trattamento integrativo in modo automatico e senza nessuna richiesta da parte del lavoratore dipendente, che deve però informarlo in modo tempestivo se possiede o meno i requisiti richiesti. 

Aumento Busta Paga: le regole da seguire

Le regole che il sostituto d’imposta deve seguire per applicare correttamente questo beneficio fiscale sono contenute nella circolare INPS 96/2020. All’interno del documento, i lavoratori dipendenti troveranno anche la procedura per comunicare eventuali variazioni di reddito o situazioni che determinano la perdita dei requisiti richiesti e la rinuncia al beneficio. 

Il trattamento integrativo prevede un bonus in busta paga che può arrivare fino a 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28 mila euro. Nella misura viene incorporato anche il precedente bonus di 80 euro varato dal Governo Renzi.

Questo significa che chi risultava già percettore di quest’ultimo, si vedrà accreditati 20 euro in più per arrivare alla somma di 100 euro prevista dall’aumento in busta paga. 

Il trattamento è entrato in vigore il 1 Luglio e per l’anno 2020 la somma totale erogata al lavoratore sarà di 600 euro, per poi salire a 1200 euro nel 2021. 

Questo beneficio fiscale riguarda anche tutti i lavoratori dipendenti che stanno al momento usufruendo della Cassa Integrazione Covid-19.

L’impresa o il datore di lavoro avranno la possibilità di recuperare questo contributo addizionale erogato al dipendente mediante compensazione su modello F24.

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Aumento Busta Paga: per alcune categorie il trattamento sarà erogato dall’INPS

Per alcune categorie di lavoratori, elencate qui di seguito, il trattamento integrativo viene erogato direttamente dall’INPS:

  • NASpl
  • DIS-COLL
  • Disoccupazione agricola
  • Assegni integrativi NASpl previsti dai Fondi di Solidarietà
  • Maternità
  • Congedo obbligatorio del padre
  • Congedo parentale
  • Assegni per attività socialmente utili
  • indennità di tirocinio
  • Permessi 104
  • Cassa integrazione

Aumento Busta Paga: entità dell’importo in relazione al reddito

Per quanto riguarda la determinazione del reddito necessario al calcolo del beneficio, non verranno conteggiati i redditi di unità immobiliari adibite a abitazioni principali e relative pertinenze.

Verrano invece conteggiati i guadagni percepiti da docenti e ricercatori che rientrano in Italia e della quota esente contenuta nel regime di favore per i lavoratori che decidono di rimpatriare. 

L’importo è pari a 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28 mila euro. Se supera questa cifra, viene calcolato nella seguente modalità:

  • Redditi fino a 35 mila euro: a 480 euro occorre sommare il prodotto tra 120 e l’importo che corrisponde al rapporto tra 35 mila (diminuito del reddito complessivo) e 7 mila euro.
  • Redditi tra 35 mila e 40 mila euro: 480 euro per la parte che corrisponde al rapporto tra 40 mila (diminuito del reddito complessivo) e 5 mila euro. 

Questo significa che in media l’aumento è pari a 90 euro per i redditi compresi tra 28 mila e 31 mila euro, 80 euro per i redditi compresi tra 31 mila e 35 mila euro, e superata quest’ultima cifra il trattamento tende a diminuire sensibilmente fino ad azzerarsi una volta giunti a quota 40 mila euro.

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