pensione

Problemi in vista per coloro che sono andati in pensione con Quota 100: l’Inps ha avviato le verifiche sui lavoratori che hanno deciso di sfruttare la riforma voluta da Matteo Salvini.

L’Agenzia delle Entrate accerterà se esiste la presenza di redditi cumulabili tramite l’assegno pensionistico dei Quota 100. Ad eccezione del lavoro autonomo occasionale retribuito annualmente sotto i 5.000 euro lordi, l’assegno previdenziale non è cumulabili con i redditi provenienti dal lavoro autonomo o dipendente.

Per questo motivo, l’Inps sta indagando con l’intento di scovare i furbi, ossia coloro che hanno redditi non cumulabili all’assegno della pensione ottenuta con Quota 100. Per farlo, utilizzerà i dati sui redditi che dispone il Fisco.

Tutti i redditi non cumulabili provenienti da una prestazione lavorativa occasionale devono essere dichiarati attraverso un modello specifico. Tra le categorie dei redditi non cumulabili ci sono le indennità percepite dagli amministratori locali, da attività socialmente utili e dagli indennizzi per cessazione attività commerciale.

Nonostante la crisi di governo, con il probabile cambio dell’esecutivo, Quota 100 non verrà toccata e durerà per i prossimi 3 anni, così come stabilito dalla Legge di Bilancio 2018. Salvini, però, guarda già avanti, parlando di una prossima riforma che prevede la sostituzione di Quota 100 con Quota 41, che prevede l’accesso alla pensione soltanto per coloro che hanno versato 41 anni di contributi.

“Il governo che verrà manderà in pensione chi ha raggiunto i 41 anni di lavoro”, ha dichiarato il leader della Lega e ministro dell’Interno. “Ci voglio far passare per cattivi, ma in realtà i cattivi sono altri, tipo il PD, che con la Legge Fornero ha costretto gli italiani a spaccarsi la schiena fino a 67 anni”.

Se, da un lato, l’intento di Salvini è condivisibile, dall’altro crea una certa apprensione per chi, dopo gli studi universitari, ha iniziato a lavorare dopo i 28 anni. Il rischio concreto è di vedere persone lavorare fino a 70 anni e oltre.