Il quadro del Mef del 2018 sui contribuenti italiani è veramente drammatico. L’Italia si è impoverita, il reddito medio è in calo (5 miliardi di euro, -0,6% rispetto all’anno precedente). In più, 13 milioni di cittadini non pagano l’Irpef in quando il reddito imponibile è sotto la soglia di esenzione. Per non parlare delle pensioni: il 70% di quelle erogate dall’INPS non supera i 1.000 euro mensili.

Per quanto riguarda il versamento dei contributi, ecco i numeri:

  • Redditi superiori a 50.000 euro: il 5,3% dei contribuenti, che hanno versato solo il 39,2 del totale Irpef;
  • Redditi tra i 100.000 e i 200.000 euro: l’1,4%, con il 13% versato del totale Irpef;
  • Redditi superiori ai 300.000: lo 0,2% (38.000 contribuenti), che hanno versato il 6% dell’imposta.

Andando maggiormente nello specifico, sono stati 42,1 milioni i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2018, mentre coloro che hanno il reddito medio più elevato sono i lavoratori autonomi (43.510 euro). A seguire, gli imprenditori individuali (22.110 euro), i lavoratori dipendenti (20.650 euro) ed i pensionati (17.430 euro).

Geograficamente, il reddito medio più alto è in Lombardia (24.720 euro). Al secondo posto c’è l’Emilia Romagna, al terzo il Trentino Alto Adige. In fondo alla classifica, Basilicata, Molise e Calabria (14.120 euro). In totale, il reddito dichiarato dai contribuenti ammonta a 838 miliardi di euro.

L’imposta media (calcolata su 157,5 miliardi di euro) è pari a 5.140 euro e riguarda il 75% dei contribuenti. Se paragonato a dieci anni fa, il calo del reddito medio è del -3%. Se, a primo impatto, i punti percentuali non sembrano così eccessivi, bisogna però considerare una cosa: il costo della vita, rispetto al 2008, è aumentato.