salute

I contribuenti che vogliono controllare le spese sanitarie sostenute negli ultimi tre anni possono utilizzare il servizio Web messo a disposizione sul sito del Sistema Tessera Sanitaria. In questo modo, possono controllare se le spese sono corrette, ai fini della dichiarazione precompilata, ed eventualmente contestarle all’Agenzia delle Entrate. Per accedere al servizio serve SPID, la Carta Nazionale dei Servizi o le credenziali Fisconline.

Non solo le voci di spesa possono essere consultare singolarmente, ma anche sotto forma di dati statistici. Coloro che notano la presenza di incongruenze o errori, hanno tempo fino al 31 gennaio 2020 per segnalarli.

Oltre a quanto detto sopra, è possibile opporsi all’utilizzo dei propri dati sanitari all’interno della dichiarazione precompilata, impedendo di fatto all’Agenzia delle Entrate di utilizzarli. Questo diritto può essere esercitato fino al 28 febbraio 2018. Il contribuente può opporsi all’invio di tutte le spese o solo di alcune. Con l’autorizzazione negata, l’Agenzia delle Entrate sarà costretta a levarli tutti o alcuni dalla dichiarazione 730.

Altra novità riguarda i pensionati. Coloro che posseggono cartelle esattoriali non pagate oppure contributi non versati subiranno il pignoramento del quinto della pensione.

Niente più ufficiali giudiziari che irrompono in un’abitazione per pignorare oggetti. In fondo, gli enti pubblici sanno cosa fa ogni cittadino, i redditi che possiede, da dove provengono, i vari ricavi e guadagni. L’INPS, quale ente pubblico, può disporre il pignoramento del quinto della pensione per chi ha debiti col fisco o con lo stesso Istituto di previdenza. Non solo: le persone che percepiscono una pensione di 5000 euro o superiore, in presenza di crediti non riscossi, l’INPS può predisporre il blocco della pensione, compensando il debito del cittadino con la stessa.